Conoscenze sbagliate? Non so…

Piazza Mino a Fiesole con le sculture dell’artista coreano

In Italia non si può ottenere nulla per le vie legali, nemmeno le cose legali. Anche queste si hanno per via illecita: favore, raccomandazione, pressione, ricatto ecc.
Giuseppe PrezzoliniCodice della vita italiana, 1921

Avevo intenzione di scrivere una lettera ai sindaci di Firenze e Fiesole, ma poi ho pensato che, molto probabilmente, Renzi sarà il prossimo presidente del consiglio e Incatasciato è alla fine del suo secondo mandato e perciò non più eleggibile, quindi qualsiasi cosa gli avessi scritto non sarebbe stata presa in considerazione. Per cui condivido i miei pensieri sulla rete.

Stavo andando in studio e attraversando, come tutte le mattine, piazza Mino a Fiesole ho visto una serie di ‘nuove’ sculture, strane, curiose, ‘parcheggiate’ un po’ in qua e là. Mi informo su chi espone. Si tratta di un artista coreano per una iniziativa collaterale al Florence Korea Film Fest. Sono oltre 10 anni che si svolge a Firenze questa manifestazione della quale mai avevo sentito parlare. Sicuramente la mancata conoscenza di questo evento è frutto della mia ignoranza in materia. Sono altresì certo che i film e gli altri eventi presentati siano molto importanti e meritino spazi prestigiosi di Firenze, tipo lo storico cinema Odeon oppure l’auditorium del Duomo. Mi chiedo anche quante persone abbiano attirato e soprattutto quanti fiorentini o turisti siano giunti da altre parti d’Italia per assistere a questo Festival. Non ho dei numeri ma ho fatto un piccolo sondaggio tra amici e parenti, nessuno ne sapeva niente. Ignoranti e capre come me.

Una K rossa che promuove la mostra per le strade di Fiesole

Una delle sculture, sullo sfondo la cattedrale di Fiesole

Questa premessa un po’ ironica – senza con questo togliere alcunché al cinema coreano che non conosco e quindi non mi permetto di giudicare  – deriva dal fatto che sono oltre due anni che sto tentando di creare qualcosa legato alla fotografia che possa coinvolgere Fiesole e Firenze. Per chi come me vive da oltre 40 anni in queste zone sa che, a parte qualche brevissima parentesi, niente è stato o viene fatto in tale direzione. Firenze, come ho già avuto modo di dire, è una città ‘morta’, priva di iniziative che possano attrarre giovani fiorentini e italiani. Tutto ruota intorno e viene illuminato dalla luce riflessa del Rinascimento. Cose stupende, fuori dubbio. Abbiamo tra i musei più belli e ricchi al mondo, così come i nostri monumenti, le nostre chiese, le nostre piazze. Ma senza delle attività collaterali, nuove, attuali Firenze è diventata una sorta di Disneyland dell’arte dove si sta un giorno, si mangia un panino e si va via. Cosa offre di alternativo? Fiesole è un po’ sulla stessa linea. Ha degli spazi talmente suggestivi che potrebbero ospitare eventi in una cornice meravigliosa. Ma cosa è stato fatto negli ultimi anni? Poco, veramente troppo poco. Forse la mia memoria è corta, qualcuno me la rinfresca?

Ho proposto dei progetti che contenevano mostre, workshops, seminari, incontri con personaggi di caratura internazionale, presentazioni di libri, istallazioni. Tutto ruotava intorno alla Fotografia essendone io coinvolto in prima persona. In campagna elettorale ho trovato persone disposte ad ascoltarle, tutti le hanno giudicate interessanti. Quello che chiedevo era un minimo di finanziamenti, poca cosa, ma necessari per coinvolgere altri che mi avrebbero dato una mano, per dare un minimo gettone di presenza agli intervenuti, per pubblicizzare un po’ l’iniziativa, per eventualmente stampare le foto delle mostre. Ma come al solito i soldi per certe iniziative non ci sono mai. Ovviamente si guarda sempre a pochi metri dal proprio naso, non si pensa che se si realizza qualcosa che possa attirare persone da tutte le regioni d’Italia, magari in un periodo ‘turisticamente’ tranquillo, si alimenta l’economia del paese. Alberghi, ristoranti, tassisti, bar, pub e conseguentemente tutto l’indotto anche di Firenze. Niente da fare. Eppure in altre parti della Toscana – senza andare fuori regione – qualcosa di bello e interessante viene fatto: Cortona, Fiano della Chiana, Lucca.

Cosa centra in tutto questo il Florence Korea Film Fest vi chiederete. Beh leggo alcuni degli sponsor locali: Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Regione Toscana, Comune di Firenze, Provincia di Firenze. Non so con quanto abbiano contribuito (qualche migliaia di euro almeno?), quello che mi chiedo però è che tipo di ritorno – anche solo in immagine – possano avere avuto. Quanto e che tipo di pubblico ha attirato in Firenze questo tipo di manifestazione? Perché e con quale intento è stata organizzata?

Come sempre alla fine credo sia solo una questione di conoscenze giuste – indipendentemente da ciò che proponi – e le mie sono evidentemente sbagliate.

Buona luce

Commenti

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Comments (14)

  1. Alessandro Avenali 3 aprile 2013 at 12:58

    Un’ipotesi potrebbe essere l’incentivazione del turismo di origine coreana, che in Italia non è proprio inesistente, e rendere Firenze e Fiesole una tappa obbligatoria per i Coreani in visita in Italia durante il festival.
    Anche se non è proprio la procedura migliore, potresti verificare quest’ipotesi leggendo i dati sull’affluenza turistica di nazionalità coreana (dati sull’ospitalità), nei due comuni o in tutta la provincia, confrontando il periodo del festival con le medie dei periodi adiacenti e del resto dell’anno.
    Ma è solo un’ipotesi. 🙂

  2. Edoardo 3 aprile 2013 at 14:03

    Boh Alessandro sarebbe uno strano modo di fare marketing, io vengo a Firenze e a Fiesole dalla Corea per vedere un film di un regista coreano che posso tranquillamente guardare in un cinema di Seul… Forse sarebbe stato molto più logico il contrario, ossia a Seul promuovere l’arte fiorentina e fiesolana in modo da invogliare i coreani a vederle dal vero. Non trovi? Un abbraccione

  3. Rossana Sapori 3 aprile 2013 at 15:21

    Edo dal punto di vista logico sposo tranquillamente la tua teoria… ma è pur vero che la politica non è materia logica, altrimenti come lo spieghi che siamo senza un governo da oltre due mesi e non ci lamentiamo? diciamo che forse ci sarebbe da chiedersi perché tu e i tuoi colleghi vi spingete per amor dell’arte fino in capo al mondo a vostre spese per cercare lo scatto dell’anno e non mi sembra che il comune o altro ente si sia mai sforzato di supportavi. non fare una colpa ai Koreani che hanno trovato il modo di venire in Italia.. fanne una colpa a mio avviso a chi non sostiene voi ad andare a fare la promozione del nostro paese… guarda di questo discorso ne ho ampliamente conversato (animatamente) con un assessore locale che si lamentava perché non porto turisti in umbria e la mia domanda è stata.. scusa ma posso sapere perché fate la pubblicità dell’umbria all’aeroporto di perugia quando ovviamente il turista è già arrivato e non la fate all’aeroporto di londra quando sta per partire? e poi altra domanda che ci guadagno io? uno sconto sulle tasse? no.. quindi… è un cane che si morde la coda. hai tutto il mio appoggio.. ciao.

  4. Claudia 3 aprile 2013 at 16:15

    Ciao Edoardo, è da un pò che ti seguo ed apprezzo molto sia le tue opere che il tuo pensiero.
    Abbiamo avuto lo stesso problema anche qui da noi, nel maceratese, dove solo gli amici degli amici riescono a fare qualcosa e per gli altri come dici tu , non c’è mai un soldo. Anche qui stiamo faticosamente proponendo uh progetto che prevede , mostre , convegni , workshop, ed un importante premio fotografico intitolato ad Arturo Ghergo, nato qui da noi e divenuto il fotografo delle dive dagli anni ’30 agli anni ’50. Un ritrattista unico di cui siamo riusciti faticosamente a portare qui una mostra estrapolata dalla più importante fatta a Roma a Palazzo delle Esposizioni, e che ora è al termine, infatti domenica 7 chiude i battenti.
    Speriamo tanto che i nostri amministratori riescano finalmente a capire l’importanza di queste iniziative e che non pensino solo a costruire case , ma ci aiutino a costruire persone.
    Ti invito a venire per vedere che bei spazi abbiamo e magari riusciremo anche ad organizzare qualcosa !
    Sarebbe bellissimo se riuscissi a fare un workshop qui da noi. Il nostro studio ti appoggerebbe. Fammi sapere se posso contattarti per l’autunno,
    mi farebbe molto piacere conoscerti.
    Con stima ed affetto.
    Claudia

  5. Edoardo 3 aprile 2013 at 16:25

    Mannaggia Ro, ma perché non c’è qualche assessore ‘illuminato’ che comprende – a parte fare cultura – quanto comunque queste iniziative possono avere un ritorno nell’indotto? Ma se un’amministrazione comunale non si preoccupa di creare delle iniziative atte al bene della comunità, a cosa serve? Si fa cassa mettendo nuovi autovelox invece di pensare a qualcosa per la quale la gente è contenta di spendere!

  6. Edoardo 3 aprile 2013 at 16:30

    Ciao Claudia, è possibile che non esista un assessore alla cultura che si renda conto di quanto sia importante fare ‘cultura’. La Fotografia è parte integrante del nostro tempo, come mai lo è stato in passato. Adesso veramente tutti fanno foto, vuoi per diletto, vuoi per ricordo, vuoi per professione. Si va dal telefonino al tablet, dalla mirrorless alla reflex. Non parlo di qualità ma di fenomeno sociale. Solo per questo la Fotografia dovrebbe avere uno spazio maggiore soprattutto in termini di visibilità. Purtroppo non ho molto tempo da dedicare alla progettazione di un Festival qui a Firenze, ma se veramente riuscissimo a creare un team di volenterosi, credo che qualcosa riusciremmo a fare. Un abbraccio

    p.s.: per il ws non ci sono problemi, ma non prima di novembre 🙁

  7. Giulio Clementi 4 aprile 2013 at 02:05

    Voglio condividere le tue considerazioni nel mio profilo FB. Sono d’accordo con te. Firenze è solo una bellissima cartolina dei secoli scorsi, riprodotta in milioni di esemplari e calendari e messa in vendita ai turisti più frettolosi, scaricati dai Pullman diretti a Siena, a S. Gimignano, a Lucca,… Quello che di attuale e pulsante Firenze offre è frutto solo degli investimenti, degli sforzi e delle speranze di tantissimi artisti e artigiani come me e te, che faticosamente e a solo proprio rischio pagano il diritto di valorizzare culturalmente questo territorio, senza alcun riconoscimento, aiuto e beneficio (magari con qualche multa di troppo da pagare per eccesso di permanenza in zona “proibita”).
    La mia solidarietà sincera.

  8. Edoardo 4 aprile 2013 at 07:13

    Grazie Giulio, purtroppo è così. Con questa storia che mancano sempre i soldi – che poi vengono magicamente trovati per delle cose un po’ discutibili, tipo la tranvia – ci si affida solo ai privati, agli artigiani o a qualche associazione per fare qualcosa. Anche nella musica – per la quale ho lavorato abbastanza in passato – tutto ruota intorno ai privati che rischiano il capitale proprio per animare un po’ la città. Ovvio non sono dei filantropi ma il ritorno rispetto all’investimento è veramente a rischio. Però se Springsteen, Rossi, Radiohead, Muse, Jovanotti e molti altri hanno animato o animeranno le serate fiorentine lo si deve solo o prevalentemente ai privati. E, a parte qualche abitante intorno allo stadio non amante della musica, come sono contenti i baristi, i ristoratori, gli albergatori, ma anche l’indotto comunale tipo i servizi pubblici dell’autobus. E la gente viene da tutta Italia ed è contenta di pagare il biglietto per vedere qualcosa che amano…

  9. Sandro 4 aprile 2013 at 08:49

    Mi permetto di dissentire che Firenze sia una città culturalmente “morta”. Vivendo in città e vivendo la città posso dire che gli eventi e le iniziative culturali sono talmente tante che è impossibile seguirle tutte. Festival del cinema durante quasi tutto l’anno, mostre temporanee, rassegne, incontri letterari, biblioteche come le Oblate che fanno cose quasi tutti i giorni e fino a sera tardi.
    Che l’eredità del Rinascimento sia “pesante”, è vero ma è una risorsa e una fonte di ispirazione, non certo un ostacolo.
    Mi dispiace che non conosci questo festival, io l’ho sempre visto, è piuttosto famoso, ormai da anni, e l’Odeon quasi sempre completo durante le proiezioni.
    Mi stupisco che pochi sappiano del festival, rispetto ai “50 giorni del cinema” (altra rassegna importante a livello nazionale per gli appassionati di cinema), il festival coreano come quello “middle east” campeggiano su manifesti giganteschi esposti alle porte della città o sugli opuscoli informativi degli eventi che si trovano qua e là per il centro.
    Devo dire che a volte non son nemmeno riuscito a entrare ad alcuni spettacoli di queste rassegne, altre volte ho dovuto comprare i biglietti in anticipo. Il ritorno economico è notevole, ma quello culturale è decisamente molto maggiore.
    Non credo che si possa imputare a problemi di promozione, secondo me vengono spesi molti soldi in questo e per chi è interessato a vivere la città è facile tenersi informato, bisogna invece che ognuno di noi come cittadini si interessi (con internet è molto facile) ai molti eventi culturali della città.
    Gli eventi legati alla fotografia sono sicuramente di entità minore, anche abbiamo un notevole museo della fotografia Alinari che presenta delle mostre temporanee molto curate e iniziative legate all’arte contemporanea in generale, come la Strozzina, Private Flat e gallerie oltrarno e in zona San Lorenzo. Ce ne sono molte, vanno scoperte 😉

  10. Edoardo 4 aprile 2013 at 09:38

    Grande Sandro, forse è veramente un mio problema in quanto mi descrivi una Firenze che non conosco o che conosco solo parzialmente. Credo però di non essere il solo leggendo i commenti sia nel mio blog che sui vari social network. Diciamo che dovremmo tutti riflettere se le iniziative ci sono, ma non vengono percepite. Ho paura, ma forse ho una visione anche in questo caso limitata, che molte delle iniziative siano a beneficio di una nicchia di ‘addetti ai lavori’. Ovviamente la Firenze Medicea non è un ostacolo, anzi. Credo altresì che, proprio perché si ‘vende da sola’, limiti un po’ la fantasia e l’impegno verso altre iniziative. Non so di cosa ti occupi Sandro, magari di cinema. Io sono un fotografo e mi sembra che museo Alinari a parte (tra l’altro le ultime mostre fotografiche erano veramente di nicchia e quella prossima di JOEL-PETER WITKIN lo è altrettanto) si faccia veramente poco. Io sto parlando animare la città con workshops, letture portfolio, mostre di fotografi italiani (e ne abbiamo di veramente importanti), di presentazioni di libri di fotografia, di incontri con gli autori, di serate nei caffè storici della città davanti a un buon caffè, degli storytelling dove si racconta la propria storia. Ci sono tanti giovani che si avvicinano alla fotografia e hanno voglia di allargare i proprio orizzonti.

    Comunque Sandro ti ringrazio veramente perché hai stimolato – e credo non solo me – a guardare meglio tra le righe della mia città!!!!

  11. Sandro 4 aprile 2013 at 10:34

    Mi occupo di fotografia, tra le altre cose 😉
    E il cinema è una passione, tra le altre cose.
    Le mostre del museo Alinari possono essere considerate di “nicchia”, ma almeno per quanto mi riguarda, preferisco così. Lascio a Roma, le varie mostre su Salgado, la Modotti o Helmut Newton, qua a Firenze preferisco una maggiore ricercatezza, con Guy Bourdin, la serie di Camera Work di Stieglitz o l’ultima del grande maestro Wiktin (che tra l’altro è una mia personale e continua fonte di ispirazione) e che invito tutti a scoprire, vi stupirà!
    Sono d’accordo che si può fare di più, ma la fotografia è ancora un po’ di “nicchia” in Italia e ha bisogno di educazione, sebbene si pensi il contrario. Basti guardare le grandi iniziative di Roma, con tutto il bacino che ha, anche di turismo internazionale, come sono andate miseramente a finire.
    Il museo Alinari è una perla che dobbiamo mantenere e sostenere, anche perché è retto da gestori che sono grandi appassionati di fotografia, non mi sembra che cadano mai nel commerciale o nell’iniziativa dalla mera attrattiva di massa. La ritengo una scelta legittima e condivisibile, per differenziarsi e mostrare che la fotografia è molte cose.

    Mi scuso se il mio commento può essere apparso risentito, ma tende un po’ a innervosirmi chi si lamenta di una città come Firenze, che ricordiamoci è piccola e con un patrimonio museale immenso (quanti di voi hanno visto più del 60% dei musei cittadini? son circa una quarantina! 😉 e grandi investimenti nella cultura, dalle statistiche risulta essere la prima o seconda città in Italia per investimenti. Se poi si includono le decine di bar, ristoranti, librerie/cafè, le associazioni fotografiche e piccole gallerie che ospitano esposizioni di giovani emergenti, diciamo che di materiale ne abbiamo a sufficienza. Va scoperto!
    E’ giusto pretendere di più, ma cerchiamo anche di vivere di più la città, valorizzare lo sforzo di molti piccoli che non hanno grandi mezzi di promozione, della grossa fatica del Comune (invito a seguirlo su twitter o nei siti di informazione locale, teladoiofirenze, reporter, theflorentine) e impegnarci in maniera positiva. Abbiamo la fortuna di vivere in una città ricchissima, facciamo del nostro meglio per goderne 😉

  12. Edoardo 4 aprile 2013 at 14:27

    Mi piace leggerti Sandro, mi apri gli occhi su una Firenze diversa da quella che sembra. Ripeto, visto che molti hanno condiviso le mie osservazioni, credo che ci sia un problema di comunicazione ma anche di percezione di quello che veramente si vorrebbe fosse fatto nella propria città 😉 … Un abbraccione e se va avanti l’idea di un Firenze Foto Festival, magari ti chiedo una collaborazione

  13. Sandro 10 aprile 2013 at 14:47

    Un Firenze Foto Festival… interessante, sarei molto contento di poter dare un contributo.
    (ah… io ero quello che aveva scritto questo http://www.blog.edoardoagresti.it/?p=1174 )

  14. Edoardo 11 aprile 2013 at 13:28

    Grande Sandro, se la cosa va avanti avrò bisogno di aiuto sicuramente

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