La festa di Aid El Kebir

Il momento prima del 'sacrificio'

Il momento prima del ‘sacrificio’

Ogni religione ha delle tradizioni e delle manifestazioni di discutibile amore o devozione verso il divino sia questa cattolica, induista, musulmana. Non solo si sacrificano animali, ma si praticano mutilazioni, torture corporali, privazioni vitali dannose al corpo e alla mente. Mi viene in mente la commemorazione della settimana santa nei pressi di Manila, piccolo avamposto cattolico nelle Filippine, dove si può assistere alla flagellazione e alla crocifissione di un novello Gesù. Oppure il giorno dell’Ashura che si celebra in tutto il mondo musulmano. Oppure ancora a dei riti analoghi nel Chiapas messicano o al sacrificio di capre e agnelli in alcuni templi induisti nell’India del Nord.

Per i musulmani c’è anche la festa di Aid El Kebir, letteralmente festa del sacrificio. Ho avuto l’occasione (non voglio usare il termine fortuna) di assistervi durante il mio recente viaggio in Bangladesh.

Il giorno inizia con la purificazione in acqua degli animali sacrificali e prosegue con la preghiera collettiva; gli uomini indossano il panjabi, l’abito della festa, e il tupi, il caratteristico copricapo, mentre il mullah recita alcuni brani del Corano.

La festa si celebra 70 giorni dopo il Ramadan in ricordo del miracolo compiuto da Allah quando sostituì con un montone Ismaele, il figlio che Abramo stava per offrire in sacrificio. Dopo la funzione religiosa per le strade di ogni città gremite di persone si iniziano a immolare gli animali. Gli uomini uccidono l’agnello o la mucca che vengono consumati insieme ai familiari, dopo averne distribuita una parte ai poveri.

Una pratica molto cruenta della quale ometto volutamente le foto più crude ed esplicite.

Buona Luce

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Comments (2)

  1. Cristina Insinga" rel="external nofollow">Cristina Insinga 28 Maggio 2012 at 23:37

    Anche se non hai inserito qui le immagini più cruente, si percepisce lo stesso lo stato d’animo con cui viene celebrata questa festa.
    Belle le immagini che in tutto ciò sanno di “famiglia”.
    Complimenti come sempre.

  2. Edoardo 29 Maggio 2012 at 08:13

    Grazie Cri, sì questa è sola una parte del servizio completo che ho preferito evitare di pubblicare… Un abbraccione

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