Edoardo Agresti

Archive for giugno, 2010

Focus For Humanity – I’m proud to be part of it

by Edoardo on giu.29, 2010, under Senza categoria

Focus for Humanity - helping photographers to focus on Humanity

Chi siamo
Focus for Humanity è una fondazione no-profit statunitense che sostiene fotografi dilettanti e professionisti di tutto il mondo aiutandoli nel loro lavoro a raccontare storie culturali ed esperienze umanitarie di realtà, tipo il lavoro delle ONG, che altrimenti non troverebbe modo di emergere. Inoltre attraverso una serie di sovvenzioni, parziali o totali, premi e workshop aiuta questi fotografi a imparare o perfezionare il loro mestiere.

Who are we?
Focus For Humanity is a US based non profit foundation that supports amateur and professional photographers throughout the world to focus their work on telling cultural and humanitarian stories. Through a series of grants and awards it helps these photographers to perfect their craft by funding not only fully expensed photographic assignments to work with underfunded NGOs, but also grants to help people become full-time photographers or to improve their craft by subsidizing attendance on photographic workshops and providing mentoring schemes with leading humanitarian and travel photographers.

La nostra missione
La nostra missione è fornire sostegno finanziario, risorse e formazione per fotografi professionisti e dilettanti che vogliono documentare il lavoro di ONG che si occupano di storie di realtà problematiche e poco conosciute in zone più o meno sottosviluppate del mondo.

Our Mission
Our mission it to provide financial support, resources and training for professional and amateur photographers who capture these stories of our shared humanity and to help fund their work with NGOs.

Il Direttivo
Il Direttivo è composto da 8 importanti persone tra viaggiatori, fotografi (io sono uno di essi) e professionisti del settore umanitario. Il loro ruolo è quello di valutare e selezionare i vincitori dei concorsi di fotografia della Fondazione, promuovere la Fondazione e tenere i collegamenti con potenziali sponsor e ONG. L’iscrizione è solo su invito.

The Advisory Council
The foundation’s Advisory Council is made up of 8 (i’m one of them) of the worlds leading travel and humanitarian photographers and industry professionals.
Their role is to judge and select the winners of the Foundation’s photo competitions, to help evangelise the foundations’s work with potential sponsors and NGOs, to provide mentoring capabilities in association with the IGVP and to help the Foundation form its strategy for following years. Membership is by invitation only.

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Il vero reportage nel matrimonio – Real photojournalistic style on mariage

by Edoardo on giu.26, 2010, under Generale, Matrimoni, Reportage

Il saluto della nonna alla nipote sposa. Foto vincitrice dell'ultimo ISPWP contest

Il saluto della nonna alla nipote sposa. Foto vincitrice dell'ultimo ISPWP contest

Scusate se affronto ancora questo argomento, ma vedo e sento in giro che c’è un po’ di confusione sul concetto di “fotografia di reportage” e soprattutto quanto questo è legato all’evento “Matrimonio”. Premetto, come dico sempre nei miei workshop, che la Fotografia di Matrimonio NON esiste, ma esistono ovviamente i Fotografi di Matrimonio. Non è questa la sede adatta per chiarificare, nei dettagli, questa affermazione anche perché porterebbe un po’ fuori strada dall’oggetto dell’articolo. Spendendo solo due parole a riguardo io credo che, o si interpreta il Matrimonio come il racconto di un evento e quindi si lavora in chiave reportagistica, oppure lo si interpreta come un servizio di moda e come tale lo si deve gestire. Quando si comincia a mescolare i due stili si crea un qualcosa di troppo eterogeneo il famoso: né carne né pesce. Ovviamente non dico che uno sia migliore o peggiore dell’altro, semplicemente sottolineo i due stili che sono l’uno all’opposto dell’altro sia come approccio prima, durante e dopo il servizio.

Ma veniamo al Reportage. E’ una parola francese che significa “riportare” nel senso di “raccontare”. Quindi quando si fa del reportage si deve raccontare qualcosa. Nello specifico si deve descrivere con le immagini tutte le fasi che caratterizzano il matrimonio (inteso come evento): preparazione, cerimonia, ambienti esterni, ricevimento, festa. C’è chi dice che nel reportage non si possono fotografare né dettagli né paesaggi, ma dove sta scritto. E’ ovvio che questo genere di fotografia deve innanzitutto riportare emozioni, cogliere attimi, raccontare situazioni, ma li deve anche ambientare. Per fare ciò è necessario contestualizzare l’evento e quindi il paesaggio entra con prepotenza nella fotografia. Il dettaglio poi, è un’altra parte integrante del reportage. Non le mani incrociate con gli anelli in primo piano e magari un faretto che li illumina creando un controluce (nella moda va benone), ma una lacrima, un pugno di un bambino che stringe il riso,  un abbraccio, un vestito strappato. Insomma una Fotografia “aperta” (nei miei workshop approfondisco molto questo aspetto) che lascia a colui che “legge” l’andare oltre, uno scatto che anticipa o è conseguenza di un accadimento.

Il Reportage oltre ad essere uno stile è anche una filosofia. La fotografia diventa quasi uno specchio dell’anima e non solo “ruba” agli sposi e agli invitati qualcosa di intimo e misterioso, ma negli scatti si ritrova anche la parte qui segreta del fotografo stesso. E’ un intreccio di vite, di esperienze, di culture che si fondono nelle immagini. Il fotografo e l’evento entrano quasi in simbiosi. Non è un caso che con molte coppie, almeno per quanto mi riguarda, nasca una profonda amicizia.

Fare del Reportage soprattutto nel matrimonio, è una delle esperienze fotografiche più difficile da realizzare. Deve essere “buona la prima”, direbbe un regista cinematografico. E mi meraviglio tantissimo quando vedo in giro centinaia di fotografi che propongono questo genere alle coppie oppure addirittura “insegnano” a colleghi come farlo.

Beh non voglio annoiare ulteriormente chi sta leggendo, lascio quindi un po’ in sospeso l’argomento e, se ne avete voglia, date un occhio alle foto di seguito pubblicate. Credo che siano dei buoni scatti di reportage. Ah, il reportage è in genere bianco e nero, ma non solo…

Buona lettura

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Reportage di matrimonio, chiamiamo le cose con il nome giusto

by Edoardo on giu.14, 2010, under Generale, Matrimoni, Reportage

Il vero reportage non prevede "pose"

Il vero reportage non prevede "pose"

Mi sono permesso di rispondere a un blog postato da Joanne Dunn dal titolo “Il vero reportage”. Ne riporto anche un piccolo estratto per capire la mia risposta. Chi volesse leggerlo per intero può andare al seguente link http://networkedblogs.com/4Lueb

Dice Joanne:
[...] Il reportage è bello, ma non abbellisce. Spesso, ciò che vince in una competizione di foto di matrimoni non è mai una foto che una sposa metterebbe nell’album. Di sicuro, so che tutte le coppie vogliono apparire bene nel loro album. Che lo ammettano o no. Ciò che hanno in comune è che non vogliono apparire ridicoli. Grazie alle torture inflitte dai fotografi con le loro pose anni ottanta, posare è oramai sinonimo di ridicolo.
Vediamo allora cos’è che le spose vogliono realmente. Le spose vogliono che i momenti speciali vengano catturati e nel contempo vogliono apparire il meglio possibile.  Se si richiede un reportage, anche se la foto, il momento, sarà naturale ed emozionante, non è detto che voi appariate il meglio possibile
. [...]

Ciao Joanne,
Ho appena letto questo articolo e onestamente mi sento di dissentire in molte parti dello stesso. Il reportage DEVE essere reportage!!!! Se si utilizza questa parola nel proporre un servizio di matrimonio tale deve essere anche nell’esecuzione. Ossia niente pose dall’inizio alla fine. Credo sia importante sottolineare questo aspetto altrimenti si crea confusione e si infonde nelle coppie l’idea che il reportage sia un’altra cosa…

Anche il ritratto nel reportage trova una sua collocazione. Naturalmente senza seguire le rigide regole di quello classico o di quello moda. Spesso è ambientato con dei tagli molto particolari. Stesso discorso vale per i paesaggi e per i dettagli che, rispettivamente, contestualizzano e approfondiscono il racconto stesso.

Dici che molte delle foto che vincono concorsi le spose non metterebbero mai nell’album. Mhm se segui importanti contest internazionali tipo il wpja o ISPWP (nelle sezioni reportage ovviamente) direi che tutte le foto non solo vincitrici ma anche classificate sono belle come foto e dubito che una coppia non le metterebbe tra i suoi ricordi.

Ecco un’altra parola molto importante: RICORDI. Tramite il reportage si racconta una storia e la storia è fatta da una serie di ricordi, di momenti, di attimi. Emozioni e situazioni che non puoi “costruire”, altrimenti crei delle false emozioni che ti ricorderanno soltanto il fotografo che ti metteva in posa. Nel momento in cui inizi a fare della fiction entri in conflitto con l’essenza stessa del reportage e entri nel campo della moda. In tal senso, cosa che io aborro, trovano però giustificazione tutti quei fotografi che – “siccome pioveva” – fanno rivestire la coppia con condizioni di luce migliori al ritorno dal viaggio di nozze. Sono convinto che, a parità di trucco e acconciatura, non si percepisca assolutamente che la foto NON è stata fatta il giorno del matrimonio. Fondamentalmente perché non trasmette emozioni, o meglio trasmette delle false emozioni, quelle che il fotografo voleva emergessero e NON quelle vere del momento.

Con questo, quanto ho scritto NON è assolutamente una critica alla tua fotografia che apprezzo molto. Semplicemente, essendo un reportagista puro, ci tenevo a mettere i puntini sulle “i”! Se si vende il proprio lavoro come REPORTAGE che sia vero REPORTAGE.

Un abbraccio e buona luce

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E’ aperta l’edizione 2010 del Polaris Photo Contest – Opening of Polaris Photo Contest edition 2010

by Edoardo on giu.07, 2010, under Generale, Reportage, Viaggi

Come Presidente di Giuria e a nome della casa editrice Polaris sono lieto di comunicare l’apertura ufficiale del nuovo Polaris Photo Contest. Dopo il grande successo del 2009, il concorso fotografico giunge alla seconda edizione. I temi sono gli stessi dell’anno precedente “Terre e Popoli in Viaggio” e “Wildlife shots”, quindi le fotografie dovranno riguardare il reportage di viaggio e la natura. Per maggiori dettagli si rimanda alla consultazione del regolamento.

ATTENZIONE: al contest 2010 non potranno partecipare fotografie già inviate per l’edizione 2009 e nemmeno fotografie che hanno vinto o si sono classificate nelle prime tre posizioni in altri concorsi fotografici, sia nazionali che internazionali, pena la squalifica.

I diritti sulle foto inviate rimarranno degli autori degli scatti. C’è ovviamente una cessione temporanea per la promozione del Contest sia via internet sia tramite riviste, oltre che per la pubblicazione on line dei risultati e quant’altro concerne il Contest stesso.

La giuria anche questa volta è di assoluto prestigio in modo da garantire una valutazione ad alto livello. L’elenco dei giurati lo trovate nel sito internet del concorso www.polarisphotocontest.it

I premi sono altrettanto interessanti, per un valore intorno ai 9000 euro. Tra quelli più importanti sottolineiamo: un corpo macchina Nikon D5000 e una Nikon Coolpix, biglietti aerei intercontinentali per due persone offerti dalla Livingstone, un workshop fotografico con Edoardo Agresti offerto da Africawildtruck, un viaggio, escluso volo aereo, offerto dal Tour Operator IL VIAGGIO, due set di valige della Wayfarer-The Bridge, borse fotografiche Tenba e software Nikon oltre ad abbonamenti alle riviste Trekking e Marcopolo e tante guide Polaris. Infine la Mistral, come sponsor tecnico, valuterà l’opportunità di scegliere tra le foto partecipanti per la realizzazione della copertina dei loro cataloghi, qualora i vincitori siano d’accordo a cederne temporaneamente i diritti.

Beh, veramente tanti premi per un concorso molto prestigioso!

Primo premio Ed. 2009 vincitrice di un workshop con Edoardo Agresti in Africa offerto da AfricaWildTruck - Foto di Annalisa Natali

Primo premio "Terre e Popoli in viaggio" Ed. 2009 vincitrice di un workshop con Edoardo Agresti in Africa offerto da AfricaWildTruck - Foto di Annalisa Natali

01 - Escape blog

Primo premio "Wildlife shot" Ed. 2009 vincitrice di un viaggio offerto da Il Diamante - Foto di Vittorio Ricci

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