Nikon School Travel in Sri Lanka per il Festival buddista dell’Esala Perahera

L'elefante 'saluta' l'ingresso del Tempio

Ogni ‘mio’ Nikon School Travel cerco di legarlo a un evento specifico, in genere a un festival o una cerimonia, ma anche un particolare periodo atmosferico – tipo la stagione delle piogge che sarà protagonista del mio prossimo in Zambia a dicembre – può essere una buona opportunità per fare degli scatti interessanti. L’ultimo workshop in Sri Lanka ruotava intorno al Festival buddista dell’Esala Perahera. Devo dire che in fase di programmazione avevo qualche dubbio; soprattutto avevo paura che fosse un evento troppo turistico e che quindi si perdesse l’essenza della spiritualità che dovrebbe emergere da ogni cerimonia religiosa. Mi sbagliavo!

Preparativi prima della festa

Arriviamo di primo mattino nella ‘sacra’ Kandy, la piccola cittadina patrimonio dell’Unesco, che sorge sulle sponde di un laghetto artificiale, dove si svolge il Festival. Migliaia di bandiere addobbano le strade, bancarelle ricche di fiori e incenso profumano l’aria di un piacevole aroma. Come sempre cerco di fare, quello che più mi interessa documentare non è tanto l’evento ma tutto quello che ruota intorno ad esso. Chiedo a Lallo, la nostra guida, se è possibile ottenere dei pass stampa in modo da muoversi liberamente tra i preparativi della festa. La tessera NPS fa il suo dovere e l’accredito arriva, non solo per me ma per tutti i partecipanti all’occorrenza diventati i miei assistenti. Così, scortati addirittura dal responsabile di una sorta di ufficio relazioni esterne, iniziamo a scattare. Molte sono le situazioni che ci si presentano e il reportage inizia a prendere una sua forma: la vestizione dei bambini in candidi abiti bianchi, i giocolieri che si esercitano con le torce ancora spente, gli elefanti – protagonisti della serata – che vengono accuditi come una mamma i propri figli, i pellegrini che accendono candele votive e preparano ghirlande di fiori per onorare la ‘sacra reliquia’: il dente del Buddha, il motivo della festa e della sacralità assunta dalla cittadina di Kandy.

L'elefante reale viene accuratamente lavato e strigliato

Infatti la leggenda narra che quando Buddha, nel V secolo a.C., fu cremato su di una pira di legno di sandalo a Kusinara in India, il suo dente canino sinistro fu recuperato da uno dei suoi fedelissimi. La reliquia divenne proprietà del re indiano e nel tempo divenne simbolo e base di legittimazione del diritto del re di governare la sua terra, tanto che vi furono guerre per assicurarsi il possesso della reliquia, che era conservata nella città di Dantapuri (l’attuale città di Puri nello stato indiano di Orissa). Nel IV secolo la reliquia apparteneva al re Guhasiva di Kalinga, il quale, temendo che potesse finire nelle mani dei suoi nemici, la affidò a sua figlia, la principessa Hemamali, che insieme al marito Dantakumara lo trasportò segretamente in Sri Lanka nascondendola nella propria acconciatura (fonte Wikipedia). Re Megavanna fu così felice di avere la reliquia religiosa sulla sua isola che organizzò una sfilata per le vie della città mostrando orgogliosamente ai suoi sudditi il sacro dente. Da oltre 400 anni, nel mese di agosto, nei 10 giorni che precedono la luna piena, ogni sera si rievoca quella prima sfilata.

Al mattino nel tempio tra suoni di tamburi e strumenti a fiato i fedeli onorano la teca d’oro contenente la reliquia. Una copia della stessa verrà poi caricata sull’elefante reale che percorrerà, addobbato a festa, le strade cittadine. Un momento spettacolare è la vestizione dell’enorme pachiderma. Sotto lo sguardo attento dei monaci, sacerdoti del tempio, viene caricato di sella e addobbato con ornamenti in prezioni tessuti damascati e rivestito di catene di luci colorate. La proboscite curiosamente arrotolata intorno all’enormi zanne e l’aria, almeno in apparenza rilassata, danno all’elefante l’aspetto di una vecchia signora che si legge un giornale di gossip sotto il casco dal parrucchiere. Dopo alcune ore, prossimi all’imbrunire, alcune ‘esplosioni’ annunciano che tutto è pronto e che quindi la festa può avere inizio.

Ci vogliono quasi 3 ore per preparare l'elefante reale alla sfilata

La processione si apre con lo schioccare delle fruste seguita poi dai giocolieri con le torce infuocate. Si susseguono ballerini e acrobati che precedono l’ingresso degli elefanti. Quello reale, maestosamente rivestito, fa il suo ingresso a metà sfilata e la festa raggiunge il suo culmine. Le danze si fanno più sfrenate, i tamburi più violenti, i suoni più assordanti. I fedeli assiepati lungo i bordi della strada si prostrano in preghiera con le mani giunte all’altezza del cuore. La sfilata dura un paio d’ore. Con i nostri pass ci muoviamo praticamente senza limiti sempre comunque rispettosi della sacralità dell’evento. Le nostre Nikon scattano migliaia di foto, le iso tirate al limite dei 6400 (alla faccia di chi ancora oggi è convinto che la ‘vecchia’ pellicola sia migliore, in termini qualitativi, del digitale), l’adrenalina al massimo, le situazioni si susseguono velocemente. Si cerca di trovare la giusta accoppiata tempo-diaframma per creare dei giochi di mosso e tentare di enfatizzare quello che abbiamo davanti. I giochi di luce creano molti contrasti, ma grazie al NEF non ci dovrebbero essere problemi nell’equilibrare lo scatto in postproduzione.

L'elefante reale addobbato per la festa fa il suo ingresso nella strada

Pellegrini in preghiera al passaggio dell'Elefante reale

L’ultimo corteo ci passa davanti nel momento stesso in cui il primo raggiunge di nuovo il punto da cui è partito. La festa sta finendo e noi ci allontaniamo. E’ stata una giornata veramente ricca e densa di situazioni da raccontare. Ciò che in partenza ritenevo turistico si è rivelato un qualcosa di vero, per certi aspetti profondo e carico di religiosità. Le immagini spero riescano a trasmettere l’emozioni vissute.

Buona luce

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Comments (2)

  1. Davide 20 agosto 2011 at 13:53

    Ciao Edo ho letto con estremo interesse il tuo racconto mentre un brivido mi percorreva lungo la schiena! Io ero li 13 l’ultima sera!! un cosa fantastica!! io l’ho vissuta insieme ai fedeli in mezzo alla gente assiepato accalcato e tutto ciò ha contribuito a farmi sentire immerso nella sacralità di questa fantastica festa!! Solo chi la vede può capire! Giochi di luci tamburi impazziti ritmi coinvolgenti! Ma vedere i fedeli così assorti nelle loro preghiere al passaggio dell’elefante reale, mi ha veramente colpito, grazie per avermi fatto rivivere quei momenti con il tuo racconto!
    Davide D’Angelo

  2. Edoardo 22 agosto 2011 at 16:52

    Grazie Davide, eh si è stata proprio un bellissimo evento!!!!!! Un abbraccione

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