Costo ‘stratosferico’ per un servizio fotografico di matrimonio video incluso

In questi giorni mi è capitato di ricevere una richiesta per un servizio fotografico così formulata: Ho visto le vostre foto [solo nella vetrina di internet] e sarei interessata a ricevere un preventivo anche per il mio matrimonio. Noi vorremmo sia le foto durante i preparativi nelle rispettive case sia poi per il prosequio del matrimonio. Vorremmo anche il filmino. Come sempre la mia risposta invita, se possibile come lo era in questo caso, a venire allo studio per far vedere dei lavori completi e così rendersi meglio conto di quello che posso offrire. Mi viene riscritto così: Buongiorno, sicuramente la sua idea è giustissima ma visto che ho sentito diversi fotografi e chiedono delle cifre stratosferiche (€ 2.000,00 circa) prima di farle perdere tempo mi volevo rendere conto se si poteva scendere un po’ da quella cifra o no…

Non mi permetto di fare i conti in tasca alla gente, ovviamente ognuno ha i suoi parametri di riferimento, ma voglio semplicemente prendere spunto dalla email per alcune considerazioni. Intanto due parole su quello ‘stratosferico’. Io ritengo che non si possa usare un aggettivo assoluto, qualsiasi esso sia, slegato da un soggetto e da un contesto. Tra un abito da sposa in acrilico di fattura cinese venduto a 1800 euro e un abito dal taglio raffinato in shantung di seta e vero pizzo a 3500 euro quale dei due viene offerto a una cifra ‘stratosferica’?

E’ vero che non sempre ciò che costa di più vale di più, ma proprio per questo invito sempre le coppie a visionare un mio lavoro completo allo studio.

Altra considerazione riguardo la cifra che viene giudicata: incredibilmente alta, eccessiva, esorbitante (definizione di stratosferica dallo Zingarelli). Fermo restando che il fotografo dovrebbe essere scelto, compatibilmente con il budget a disposizione, per altri fattori direi più legati alla capacità professionale, alla sensibilità fotografica e alla esperienza mi permetto di fare delle riflessioni oggettive sui 2000 euro. Viene richiesto di seguire sia la preparazione della sposa sia dello sposo, quindi essendo il dono dell’ubiquità una caratteristica divina, si necessita la presenza di due fotografi. Non solo, viene richiesto di seguire l’intero evento fino ai balli, ipotizziamo quindi circa 10 ore di lavoro. Viene richiesto anche il filmino che, se deve documentare tutto, necessita, anche in questo caso, la presenza di 2 operatori. Limitiamoci a fare due conti della serva fino a questo momento. Nel campo dell’edilizia – senza in alcun modo offendere questa categoria; un lavoro dignitoso come qualsiasi altra onesta attività – considerando che c’è il muratore specializzato e il manovale possiamo calcolare un costo orario medio di 35 euro. Lavorando alla stessa cifra siamo a 1400 euro. Beh finita la giornata non finisce il lavoro. Si va allo studio, si scaricano i file, si fanno i vari back up e, considerando che gli sposi si limitino a volere il semplice DVD con tutti gli scatti (senza album quindi) vuoi non dedicare almeno altre 8 ore per selezionare e preparare qualcosa di omogeneo da consegnare? Altri 240 euro. Ne vogliamo dare altri 300 per montare un video? Mi risulta che nessuno consegna il girato senza un minimo di editing, credo sia inutilizzabile. Eccoci arrivati alla cifra ‘stratosferica’.

In tutto questo NON si è tenuto conto: di un minimo di ammortamento dell’attrezzatura (io e il mio assistente ci portiamo dietro circa 30.000 euro tra macchine fotografiche e obbiettivi e ogni due anni circa dobbiamo cambiare almeno le macchine fotografiche, ma qui apriremmo un’altra discussione rivolta a coloro che dicono: eh ma adesso col digitale non costa più niente fotografare!!!!!!), dei costi dei programmi per la post-produzione, dei costi dei computer necessari per l’elaborazione degli scatti, delle unità di back up per l’archiviazione sicura del lavoro, dell’eventuale affitto o comunque costi di gestione dello studio. Della responsabilità del fotografo che NON può permettersi di sbagliare o di rimediare in futuro. Tornando all’esempio del muratore se da una parete mi si stacca l’intonaco dopo un mese lo richiamo e me lo rifà e se dovesse succedere di nuovo me lo rifà fino a che non va bene.

NON si tiene conto dei costi pubblicitari, del sito internet e relativa manutenzione, della partecipazione a concorsi, della quota annua da dare alle varie associazione del settore, dei corsi o workshop per essere sempre aggiornati verso le nuove tecnologie o per migliorare il proprio know how. Ovviamente NON abbiamo preso in considerazione l’album – che spero non fosse incluso nella cifra ‘stratosferica’ – che contempla una scelta tra oltre 4000 scatti (questa è la media dei miei matrimoni), una selezione e lavorazione di quasi 250 foto, della stampa, del montaggio e del costo oggettivo dell’album stesso.

A fronte di quanto sopra scritto e tralasciando molto altro, in particolare relativamente alle capacità ‘artistiche’ del fotografo (magari le affrontiamo in un altro post) mi chiedo veramente che tipo di considerazione ha il fotografo tra la cosiddetta gente ‘comune’ e mi incazzo quando leggo proprio in questi giorni un post su Facebook: “Pacchetto base comprendente sessione di scatti illimitati: chiesa o comune, location, ristorante fino al taglio torta finale, più fotolibro formato 30×30 copertina in ecopelle (vari colori) 20 pagine ( ci stanno circa 60 foto) stampa su carta fotografica Kodak professional e rilegata su cartoncino spessore 2 mm. In omaggio dvd con files in alta definizione di tutti gli scatti effettuati. Compreso video a 999 euro.’

Buona luce!!!!

Commenti

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Comments (73)

  1. Alessandro Di Noia 23 gennaio 2011 at 11:01

    Pienamente d’accordo con le tue considerazioni immagino peró che il punto di vista di chi ti ha scritto non si soffermi su questi aspetti ma bensì, facendo una semplice indagine di mercato e non compensandola con la professionalità e la bravura del fotografo, si sia limitato a considerazioni puramente economiche. Banalmente avranno messo a budget una cifra, sicuramente bassa, e a fronte di richieste ben più alte ci saran pure rimasti male. La tua incazzatura effettivamente è giustificata nei confronti di chi si svilisce o inquina il mercato con offerte improbabili dalla qualità decisamente dubbia

  2. Mauro Santoro 23 gennaio 2011 at 12:33

    Caro Edoardo, quanto richiesto vale sicuramente molto di più di 2000 euro e capisco quanto sia frustrante ricevere richieste di questo genere. Tuttavia ti consolo ricordandoti che nei 2000 anni di storia recente le cose belle sono sempre state per pochi… Credo che ci sia un differenza sostanziale tra i tuoi scatti e la maggiorparte di quanto si vede in giro. Solo che probabilmente sono sempre in pochi a cogliere le differenze. a mio modesto parere i tuoi wedding reportage sono i migliori che conosco.

  3. Edoardo 23 gennaio 2011 at 20:17

    Grazie Mauro, molto gentile… Comunque complimenti a parte – che fanno sempre molto piacere ricevere – non è una questione di frustrazione, solamente la mia riflessione voleva e vuole che qualcuno mi aiuti capire come si faccia a proporre un lavoro, almeno dignitoso, a dei costi così bassi…

    😉 Grazie ancora per ciò che mi scrivi riguardo al mio lavoro!!!!!

  4. Edoardo 23 gennaio 2011 at 20:29

    Infatti, altro argomento che si potrebbe approfondire: la scelta di un fotografo SOLO in base a quanto costa!!!! Adesso è un po’ che non mi capita, ma c’è stato un periodo in cui mi chiamavano al telefono, magari perché mi avevano trovato sulle pagine gialle, chiedendomi quanto costavo per un servizio fotografico di matrimonio. Alla mia domanda: hai visto qualche mio lavoro? Mi sentivo rispondere: NON ancora. Beh ogni altra considerazione è superflua…

  5. Andrea Corsi 24 gennaio 2011 at 00:07

    Pienamente d’accordo. E non si considera infine, un’altro parametro molto importante…le TASSE. un Matrimonio fatturato a 2000 € ne rende netti la metà. La richiesta che hai avuto è posta in maniera oscena. La tua analisi non fa una piega.

  6. Edoardo 24 gennaio 2011 at 09:05

    Beh di parametri da aggiungere ce ne sarebbero molti altri!!!! Purtroppo ancora è difficile far capire che fare il fotografo è una professione e come tale deve essere retribuita!!!! Un abbraccio Andrea

  7. Mario 24 gennaio 2011 at 10:38

    Purtroppo il momento attuale per noi professionisti è davvero difficile , da me capita che coppie al momento della prenotazione sono entusiaste del lavoro fotografico e del video ma poi quando si parla del costo tutto cambia.
    Purtroppo vedo che si perdono lavori perchè ci sono molto studi fotografici che per
    1500euro danno tutto e di più .
    La colpa è solo di noi fotografi (o almeno una parte) che contribuiscono ogni giorno
    al suicidio della fotografia cerimoniale.
    Comunque dobbiamo crederci e lottare perchè non c’è a mio avviso altra soluzione.

  8. Edoardo 24 gennaio 2011 at 10:44

    Concordo con te Mario… Credo che la soluzione stia nella qualità di quello che viene offerto!!! Un’alta qualità del prodotto finale non può essere venduta sottoprezzo. Dalla nostra abbiamo che se il lavoro è ben fatto la differenza si vede…

  9. Claudia Rocchini 24 gennaio 2011 at 11:23

    Edoardo, mi permetto di segnalare un ulteriore elemento di sdegno. Seppur con estrema fatica posso anche arrivare a comprendere il cliente privato che poco o nulla sa di cosa c’è dietro a un servizio matrimoniale. In questo caso spetta a noi fare insistente e assai paziente opera di formazione e sensibilizzazione.

    La cosa che a me fa infuriare non poco sono quelli che definiamo “addetti ai lavori”, che per 1500 euro, lordi, ti chiedono per esempio scatti fashion alla starlette di turno, senza ovviamente che ne specifichino l’utilizzo (campagna stampa, dove e su quali supporti?, per quanto tempo? Mistero, pare quasi lesa maestà chiedere questi dettagli), con in carico al fotografo la scelta della location, MUA, stylist, assistente e pure la post produzione inclusa. Post intesa come: “Potresti mettere una maglietta bianca al posto di quella viola?”…
    Di spese a parte non ne vogliono sentir parlare, anzi, fanno pure i sorpresi: “Ma noi pensavamo che allo staff provvedessi tu”.
    Risultato? Si offrono pacchetti tutto compreso, al ribasso, come quello che hai citato. Di qualità ovviamente non se ne parla quasi mai.

    La cosa che un pochino mi conforta è che cominciano a intravedersi alcuni segnali incoraggianti: la necessità di puntare sempre più su contenuti di qualità. Mi riferisco per esempio alla decisione di AOL di assumere giornalisti professionisti per i contenuti news dei principali canali, tra cui quello fotografico. E se tanto mi dà tanto…

  10. Giulio Riotta 24 gennaio 2011 at 11:54

    Si dice che ognuno ha il cliente che si merita. La qualità ha un certo prezzo, ma non tutti purtroppo hanno la cultura per capirlo. Il nostro compito probabilmente, da fotografi professionisti (soprattutto adesso con i tanti cialtroni che girano), consiste anche nel far capire ai nostri clienti i vantaggi nello scegliere un fotografo serio.
    Il problema che hai sollevato purtroppo coinvolge tutti i settori della fotografia.
    Mi occupo di pubblicità e tantissima gente (ancora) non riesce a capire la differenza tra degli scatti fatti con la propria reflex e delle fotografie realizzate da un professionista. Credo che vinca chi riesce a far capire alle persone comuni questa differenza. (marketing?)

    Comunque Edoardo, hai fatto più che bene a farci sapere la tua esperienza. Continua così.

  11. imma 24 gennaio 2011 at 12:09

    Edoardo trovo questo post veramente illuminante e specchio della realtà, ahimè.
    Mi sono appassionata alla fotografia perchè mio zio è un fotografo professionista, lavora tantissimo con le cerimonie e ha “fama” di essere oltre che il migliore nella nostra zona anche quello più caro. La gente lamenta i prezzi che a sentir loro sono esorbitanti. quella del fotografo, come tutte le professioni legate all’arte, sono sottovalutate dalla gente comune. Molta gente ha un’idea banale del fotografo, pensa che fare click sia semplicissimo e non considera il carico di impegno, di tempo, di studio, e di tutto il lavoro di post produzione che c’è dietro. Mio zio impazzisce a stare dietro a tutti i clienti che vogliono tutto e subito e nello stesso tempo vogliono la super foto da esporre agli amici. Ma dico io, non volete pagare la gente che viene a fare il proprio lavoro con passione e come voi lo fa per vivere senza voler rubare niente a nessuno? allora sposatevi e chiedete ad un amico di portare la propria macchinetta digitale.
    scusate lo sfogo.
    edoardo ho scoperto ora il tuo blog e lo seguirò, e lo segnalo anche a mio zio 🙂
    buona giornata.

  12. Giorgio Baruffi 24 gennaio 2011 at 12:21

    beh, come non essere daccordo Edoardo? Mi auguro solo che la tendenza al ribasso “venga come venga” stia per finire, alcuni segnali incoraggianti li sto notando anche io, soprattutto nei matrimoni. Dal canto nostro dobbiamo offire dei servizi improntati alla massima qualità, sempre, credo proprio che alla lunga paghi, il passaparola è ancora la nostra migliore pubblicità.

  13. Edoardo 24 gennaio 2011 at 12:48

    Cultura… Hai toccato un altro tema che varrebbe la pena approfondire!!!! Recentemente parlando di Francesco Cito mi sono sentito dire: ma non lo conosco è da poco che fotografa? E non da delle coppie ma da dei fotografi!!!!!

  14. Edoardo 24 gennaio 2011 at 12:49

    Grande Imma… Concordo con quello che scrivi!!!!!

  15. Edoardo 24 gennaio 2011 at 12:51

    Caro Giorgio, mi sto proprio battendo su questo aspetto. Soprattutto durante i miei workshop sottolineo l’importanza della qualità e della originalità del prodotto. E’ fondamentale avere una visione personale del lavoro!!!! Io vada da Edoardo perché ricerco quel genere di fotografia e lo scelgo per questo e non per quanto costa!!!!

  16. Jacopo 24 gennaio 2011 at 16:32

    Caro Edoardo,
    Più vado avanti nel mio mestiere di insegnante più mi rendo conto che il gap formativo e culturale è qualcosa di disarmante. Lo vedo nei giovani come negli adulti. E non a casa, fra l’altro, non c’è più una sensibilità visiva, per cui non si pensa più al valore di un’immagine, ma solo al consumo di un prodotto.
    Fotografare è il più genuino miracolo umano di fermare il tempo senza l’aiuto di parole, suscitando emozioni uniche e suggestioni che scavino l’anima. Che costo può avere questo? Che valore ha? Possibile che si debba ridurre tutto a oggetto, cosificando il senso di un ritratto?
    Solo la qualità, la disciplina, la coltivazione di uno stile proprio e personale che si distingua dalla massa può veramente gettare uno spiraglio di luce su questo mondo in declino di identità e di appartenenza. Per scrivere con la luce attimi di memoria.
    Avanti tutta.

  17. Edoardo 24 gennaio 2011 at 16:38

    Jacopo non sai quanto apprezzi le tue parole che trasmettono una sensibilità direi ‘fotografica’. Se in qualche modo si potesse vivere di ‘baratto’ sarei una sorta di Ligabue della fotografia… Buona luce

  18. fabiobetelli 24 gennaio 2011 at 17:04

    Purtroppo la battaglia dei prezzi è disarmante! Ultimamente poi una delle domande più frequenti è : ma quanti scatti fai? poi fanno il conto “1000 scatti/1000€, allora costa 1€ a scatto!” imbarazzante direi…
    Per non parlare di chi ti dice “tot € per un solo giorno di lavoro, ne guadagnate di soldi, voi!”
    Che dire? Poi ti ritrovi con sposi intenti a guardare il prezzo e a limare, togliendo sempre di più, e quando gli mostri le immagini…. contestano tutto il reportage e vanno a scegliere per l’album le foto di posa con i parenti!
    fabio

  19. Edoardo 24 gennaio 2011 at 17:11

    Fabio ogni tanto ne sento anche io di certi commenti… La mia risposta è: quello che stai pagando non è il prezzo per un giorno di lavoro, ma per un giorno più i 20 anni di esperienza passata. Però concordo con molti di voi quando dite che alla base di certe considerazioni c’è una spaventosa bassezza culturale…

  20. Tweets that mention Costo ‘stratosferico’ per un servizio fotografico di matrimonio video incluso - Edoardo Agresti -- Topsy.com 24 gennaio 2011 at 21:53

    […] This post was mentioned on Twitter by Corinna de Marchi, Julian Kanz . Julian Kanz  said: Costo ‘stratosferico’ per un servizio fotografico di matrimonio video incluso http://j.mp/dG4JbJ via @AddToAny […]

  21. eli 24 gennaio 2011 at 22:47

    sgomento… pensano che il fotografo sia come lo zio Beppe ma con una fotocamera più grossa, niente di più 🙁
    A questo punto digli pure che chiamino lo zio e che si accontentino della polaroid

  22. Edoardo 25 gennaio 2011 at 08:34

    Eli ottimo consiglio 😉

  23. Il punto di vista di un profesionista | < Non solo Reflex /> 26 gennaio 2011 at 09:15

    […] date una letta al suo post e fatemi sapere cosa ne […]

  24. Giovanna Griffo 26 gennaio 2011 at 10:20

    Caro Edoardo, non posso che condividere ed essere solidale con il tuo sfogo. Purtroppo è un problema culturale. E’ difficilissimo far percepire il vero valore di un servizio offerto. Se dall’altra parte c’è una persona ignorante, o forse semplicemente superficiale che non si preoccupa di fermarsi un attimo a riflettere su cosa implichi in termini professionali una sua richiesta, è normale che alla fine si guardi solo al prezzo come metro di valutazione.
    Il dramma è che qui non stiamo parlando di patate oppure di un oggetto che viene venduto identico da differenti persone (in quel caso magari è giustificato comprare quell’oggetto da chi lo vende a meno perchè l’oggetto è sempre lo stesso). Qui stiamo parlando di un servizio ed un servizio si valuta sulla sua qualità che è diversa da offerente ad offerente. Chi valuta il lavoro di un fotografo solo in base al suo tariffario senza considerare nessun altro metro di valutazione fa un grandissimo errore.
    Se può consolarti la stessa cosa capita a me che tengo corsi di formazione professionale per fotografi: spesso mi sento dire “ah, ma i corsi costano troppo, hanno un costo esorbitante!” quando con la cifra per partecipare ad un corso non ci comprano neppure la peggiore lente di plastica sul mercato.
    E qui mi verrebbe da rispondere come hai fatto tu.
    Bisogna diffondere la cultura della qualità e della consapevolezza, è l’unica strada, e soprattutto non svendersi mai. Il lavoro ha una dignità e va rispettata.
    Grazie,
    Giovanna

  25. Daniele Del Castillo 26 gennaio 2011 at 10:34

    Grazie Edoardo per il tuo post è davvero molto utile. Spiega il disagio della nostra categoria, il ruolo marginale che la nostra società lascia al fotografo. Di mail come le tue ne riceviamo tutti parecchie durante l’anno. Sarebbe bello dire che questo avviene solo nell’ambito delle cerimonie poichè il privato non ha, o non è tenuto ad avere quella cultura fotografica che permette di distinguere e apprezzare e quindi valorizzare economicamente i diversi tipi di lavori. Purtroppo avviene anche nell’editoria e noi fotogiornalisti e fotogiornalisti di matrimonio paghiamo il prezzo di una cultura fotografica mancante, su cui si decide costantemente di non investire. Daniele

  26. Edoardo 26 gennaio 2011 at 10:44

    Giovanna sto lottando da anni sul tema della cultura fotografica… Credo che per quanto riguarda l’utente finale sia una sorta di battaglia donchisciottesca contro i mulini a vento e certo il livello culturale offerto dai media (televisioni, riviste, giornali) non dà certo una mano!!!! Mentre la cosa forse più triste è che c’è una ignoranza profonda tra ‘colleghi’ ed è forse per questo che si trova in giro certe ‘offerte’… Nel mio piccolo cerco durante i miei workshop di affrontare questo argomento cercando di parlare di fotografia non solo dal punto di vista tecnico… Chissà se servirà a qualcosa!!!!!

  27. Edoardo 26 gennaio 2011 at 10:48

    Daniele potremmo aprire un nuovo dibattito riguardo all’editoria!!!!! Ma hai visto – nelle ormai pochissimi riviste che ci sono in edicola – quanto è basso, al limite dell’osceno, il livello delle foto che vengono pubblicate? Purtroppo gli editori offrono quello che il lettore vuole… Una cartina al tornasole drammaticamente preoccupante

  28. giorgio benni 26 gennaio 2011 at 10:59

    Non mi stupirei più di tanto.
    nella miriade di clienti che possono capitare ci sono anche quelli che, credo in buonafede, non si immaginano cosa c’è dietro uno scatto.
    Capita anche di sentire persone lamentarsi per 8 euro di una birra, oppure 15 di un piatto di pasta con le vongole.
    Sappiamo tutti che non stiamo pagando la birra o la pasta, gli ingredienti incidono per minima parte.
    E’ tutto quello che sta intorno che ha un costo.
    Diversa è la situazione ove i clienti che chiedono un servizio commentino in modo arrogante e maleducato le nostre richieste.
    Uno che giudica 2000 euro per un servizio matrimoniale completo un prezzo esorbitante mi fa tenerezza.
    Non dimentichiamoci però che molti nostri concittadini non arrivano a guadagnare 1000 euro al mese, per meno stanno davanti ad una banca col fucile a pompa e il giubbotto antiproiettile, oppure d’estate asfaltano le strade.
    Queste persone ci possono capitare, sta alla nostra delicatezza e professionalità spiegare come stanno le cose ed il nostro punto di vista.
    Fortunatamente non faccio matrimoni, solo due o tre all’anno se obbligato da qualche cliente. Ma a Roma ho visto annunci di matrimoni fatti a 700 euro tutto compreso.
    Agghiacciante.

    Infine non mi pare di aver letto sul tuo intervento un accenno al carico fiscale.
    Io ne tengo conto. Quando faccio un preventivo lo valuto intorno al 40%. Credo che sia di più. E L’INPS è più del 20% sul reddito netto.
    Magari va spiegato anche questo ai clienti, dove vanno i soldi che pagano. Così, per trasparenza.
    Nel mio campo (ambito museale) si fattura tutto.
    Archivi, fondazioni, musei, gallerie d’arte chiedono la fattura.
    Buona giornata.

  29. Edoardo 26 gennaio 2011 at 11:10

    Ciao Giorgio… Ovviamente la parte fiscale è da aggiungere a tutto quello che ho scritto come del resto molte altre cose non fosse altro che te con quei soldi ci devi vivere e non solo coprire le spese 😉
    Per il resto – come ho scritto – non mi permetto di fare i conti in tasca alla gente. 2000 euro per chi guadagna uno stipendio medio – come scrivi tu – di 1000 euro (e sono la stragrande maggioranza delle persone) è veramente una cifra impegnativa. Ho voluto semplicemente dare il giusto valore alle cose. Nessuno si meraviglia se va a comprare un anello con brillanti e gli vengono chiesti migliaia d’euro. Nella mentalità comune il diamante è un oggetto di valore. Beh anche la Fotografia se fatta con professionalità e viene offerto un prodotto di qualità è un oggetto di valore… Con questo mi è stato proprio adesso indicato il sito di un presunto ‘collega’ che offre un servizio di qualità e professionalità all inclusive di album, stampe e circa 8 ore di lavoro a 480 euro!!!!

  30. GAMoN 26 gennaio 2011 at 13:00

    Capisco tutte le ragioni dei fotografi. E sono d’accordo con chi ha già detto che il professionista percepisce meno della metà della cifra fatturata, al netto di fisco e previdenza.
    Ma non possiamo mettere in croce un povero cliente che, in fondo, ha solo fatto una considerazione personale sulla base delle proprie disponibilità. E non è nemmeno tenuto a sapere come si svolge l’attività di fotografo.
    Io immagino che un lavoratore da 1.200 euro al mese pensi: cavolo… questi in un solo giorno guadagnano quasi il doppio di me in un mese (da qui l’aggettivo “esorbitante”). E non viene neppure consolato troppo dall’incidenza del carico fiscale che ridimensiona il tutto a “la stessa cifra in un solo giorno”.
    Oggi il servizio fotografico viene considerato un elemento essenziale di un matrimonio. Tutti lo vogliono, ricchi o poveri che siano. Chi fa questo mestiere sa che esiste un richiesta, con fasce di budget anche molto diverse fra loro. Chi offre 700 euro tutto compreso, evidentemente si rivolge alla fasce di reddito più basse. E non lo fa certo in perdita. Non è neanche detto che la qualità degli scatti sia peggiore (la sensibilità artistica è soggettiva). Ma sicuramente rinnova l’attrezzatura meno spesso e dedica molto meno tempo alla post produzione e consegna un prodotto più “industriale” e preconfezionato.
    Di tutto ciò il bravo fotografo deve essere consapevole. Non ha senso lanciare strali contro il cliente insensibile che non apprezza il lavoro del fotografo e la qualità del servizio. Per quanto alta possa essere, non farà spuntare i soldi in tasca al cliente. Per questo non trovo per niente scandaloso parlare di budget prima di un’eventuale visione dei lavori presso lo studio. Anzi, se il cliente non lo fa, dovrebbe essere lo stesso fotografo a chiederlo, altrimenti rischia solo di perdere tempo prezioso, inutilmente.

  31. Tambu 26 gennaio 2011 at 13:33

    tutto più che giustissimo. Tuttavia, a parte la considerazione sul fatto che visto che ormai tutti fanno foto, tutti si sentono fotografi (che non è proprio la stessa cosa), secondo me quando leggi gli annunci come quello su Facebbok ti incazzi per un solo motivo: che sai di poter dare di meglio, di fare meglio, e di volere giustamente un compenso più adeguato, ma che tutto questo alla gente importa poco. Anzi, importa “sempre meno”. E’ questa la cosa oscena: che c’è gente che 999 euro tutto compreso gli va bene a prescindere, e lo consiglia pure!

    (Io, tanto per dire, conosco una che si fa pagare dei book alle figlie delle amiche: nessuna luce, nessuno studio (in casa), con una Canon 7D impostata su AUTO e tanto Photoshop :-/

  32. giorgio benni 26 gennaio 2011 at 14:10

    480 euro? è interessante, se trovo qualcuno del genere lo mando a fare il matrimonio al posto mio così il fine settimana me ne vado con la mia famiglia in camper.
    🙂

  33. Emanuela 26 gennaio 2011 at 15:01

    Ciao Edoardo,
    leggendo tutti i commenti mi sono venute in mente le seguenti domande: quanto e quale sia lo sforzo per creare un servizio fotografico professionale di un matrimonio lo sanno bene i fotografi, ma i clienti?
    Col digitale tutti sono capaci di fare click, quanti a farlo in modo professionale, soprattutto nel caso di un evento unico quale il matrimonio?

    Riflettendo su queste domande mi è venuta in mente la seguente proposta: rendere evidente l’analisi che hai fatto (per la serie: i 4 conti della serva..) mediante una pubblicazione multimediale (una specie di fotoromanzo che racconta il “making of..” di tutto il servizio fotografico). E diffonderla a tutti i colleghi che siano d’accordo, in modo da creare una rete di professionisti col bollino “i 4 conti della serva…”.

    In altre parole, farla diventare un emblema di professionalità.

    Con stima
    Emanuela

  34. Edoardo 26 gennaio 2011 at 18:20

    Eccomi Gamon, scusami non leggo il tuo nome e quindi lo prendo dalla email… Ribadisco quello che ho già scritto in altre risposte, la mia considerazione non mette in discussione il fatto che 2.000 euro possano essere una cifra esorbitante, soprattutto per chi, come scrivi giustamente, guadagna 1.200 euro al mese, ma vuole semplicemente dare il GIUSTO valore alle cose. Penso comunque che ci siano dei limiti oggettivi sotto i quali mi permetto di mettere seriamente in discussione la qualità di quello che viene offerto. Onestamente 700 euro mi sembrano molto sotto tale limite. Poi attento/a nelle tue riflessioni quando scrivi “guadagnano in un solo giorno quasi il doppio di…” questo NON è vero perché non puoi assolutamente svincolare il percorso formativo, l’attrezzatura, i software, i workshop, gli aggiornamenti, i computer, le unità di backup e molto altro di un fotografo serio dalla cifra che richiede. Sarebbe come dire che un concessionario d’auto che vende una macchina a 20.000 euro guadagna tale cifra in un giorno…

  35. Edoardo 26 gennaio 2011 at 18:25

    Ah Tambu, ma lo sai quanti farebbero meglio ad andare a vendere giornali – con il dovuto rispetto per i giornalai – invece di farsi chiamare fotografi…

  36. Edoardo 26 gennaio 2011 at 18:39

    Cara Emanuela, è veramente interessante quello che dici e mi è stato proposto anche da altri, fare una sorta di elenco dove si evidenziano le linee guida del buon fotografo professionista in base alle quali ne deriva un costo che non può oggettivamente scendere sotto un certo limite inferiore… Ma lo sai che delle categorie professionali hanno un listino sotto il quale NON possono scendere? Leggi architetti, avvocati, ingegneri e altri ancora… Alla fine ritengo comunque che quando offri un prodotto che ti rappresenta, un qualcosa di unico perché è la tua arte, un qualcosa che può ‘uscire’ solo da te beh NON c’è una battaglia di prezzi perché è TE che vogliono per il servizio fotografico… Magari non rientra nel loro budget di spesa, ma questa è un’altra cosa. Si rendono comunque conto che quello che chiedi rispecchia il valore di ciò che offri. Questo è quello che volevo sottolineare nel mio post: dare il giusto valore alle cose. NESSUNA cifra può essere a priori considerata ESORBITANTE, dipende dal valore dell’oggetto o del servizio a cui essa è legata…

  37. giorgio benni 26 gennaio 2011 at 18:47

    da quando c’è il digitale le cose sono peggiorate sempre di più.
    fortunatamente per me, è difficile trovare in giro a quattro soldi un fotografo che si muove con impalcature cento metri di cavo, banco ottico, furgone ecc. e per questo sopravvivo.
    in ogni caso ho perso quasi tutti i lavori di basso impegno che alla fine facevano fatturato.
    guadagno molto di meno, mi sbatto di meno, seguo di più la famiglia.
    forse è meglio così.

  38. Edoardo 26 gennaio 2011 at 18:56

    Grande Giorgio, è un genere di fotografia che non ‘conosco’ quello che mi descrivi, il mio è il lavoro da piccolo reporter!!!!

  39. giorgio benni 27 gennaio 2011 at 08:28

    piccolo mica tanto, con tutti i riconoscimenti che hai avuto!!!
    a me non mi fila nessuno, anche se lavoro ed ho lavorato per le gallerie ed i musei più importanti che esistono.
    in pratica nell’arte contemporanea sono arrivato al massimo della carriera, ma è come se fossi il campione olimpico di tiro con l’arco. cioè uno che guadagna molto meno di un giocatore di serie C in Italia. cioè niente.
    comunque ci vivo bene ed ancora mi diverto.
    anzi se non mi sbrigo ad uscire arrivo tardi nella prima delle tre gallerie dove devo andare oggi.
    ciao.

  40. Edoardo 27 gennaio 2011 at 08:54

    Grande Giorgio… Sarei curioso di dare un occhio al tuo lavoro!!!!

  41. Samuele 27 gennaio 2011 at 20:02

    Ho letto il post ed i commenti e mi trovo sostanzialmente d’accordo sul discorso qualità e capacità.
    Ma mi sembra che tu parta da presupposti completamente sbagliati quando parli di ore di lavoro. Tu parli di 1400 euro per dieci ore di lavoro per quattro persone facendo il calcolo 35 euro all’ora di un muratore. Io non so che muratori tu conosca ma io lavoro con gli idraulici e le cifre sono decisamente diverse. Tu parli anche di due assistenti ma gli assistenti costano molto meno, non dico la metà ma quasi.
    Poi parli di 4 persone. Io 4 persone ad un matrimonio non penso di averle viste mai. Ma proprio mai. Ecco perché i prezzi sono inferiori. Servirebbero quattro persone perchè le foto prima del matrimonio non possono essere scattate dallo stesso fotografo. Di quanto tempo parliamo? Un’ora. Poi gli assistenti possono andarsene, perchè dovrebbero rimanere fino al termine dei balli? E il monte ore scende drasticamente da 40 a 22. Calcolando 35 euro all’ora per il fotografo e 35 per l’assistente (esagerando) diventano 770 euro e non 1400. Penso comunque che dell’assistente si possa fare anche a meno, basta chiedere agli sposi di sincronizzarsi meglio: generalmente lo sposo è pronto molto prima.

    Questa mia disamina non vuole essere assolutamente una critica: sono d’accordo sui prezzi del quali ma per altri motivi; e parlo di qualità, di professionalità, di attrezzatura. Ma se per giustificare prezzi tutto sommato corretti ricorri ad artifici contabili assolutamente fallaci fai una cortesia a chi pratica prezzi inferiori.

    Per esempio: “Per quale motivo voi mi chiedete 1000 euro mentre un altro fotografo mi chiede 2000?”. “SEmplice, noi veniamo in due anzichè in quattro e i costi si dimezzano. Ma la qualità delle foto rimane uguale”. Capito?

  42. Edoardo 27 gennaio 2011 at 20:34

    Grazie Samuele per aver condiviso anche un punto di vista diverso… Mannaggia riguardo ai costi del muratore ho rifatto fare tutto lo studio da pochi mesi e, iva inclusa, mi è venuto 35 euro l’ora come media tra lo ‘specializzato’ e il manovale… Ma veniamo al matrimonio. Credo che ognuno abbia un suo modo di lavorare. Io, in alcuni casi, lavoro anche con 5 persone, 3 fotografi e 2 operatori video. Dovendo documentare in forma reportagistica tutta la giornata mi risulta veramente difficile fare tutto da solo. A parte l’ovvio problema della doppia preparazione sposo/sposa, in chiesa per me è indispensabile la presenza di un altro fotografo. Io in genere mi muovo tra la platea cercando di cogliere delle emozioni, dei gesti, dei bambini che giocano, insomma tutto ciò che ruota intorno agli sposi. E non posso rischiare magari di perdere una lettura o addirittura lo scambio delle promesse, ecco che il mio collega si occupa di coprirmi tali situazioni. Non scatto mai personalmente alle firme, ma me ne vado in esterno a documentare quello che accade fuori dalla chiesa. Spesso ci sono situazioni dove protagonisti sono gli amici e vengono fuori degli scatti molto interessanti. Senza parlare dei dettagli, del lancio del riso da dietro e così via.

    Per gli esterni stesso discorso, io sto con gli sposi mentre magari (non sempre, spesso resta con me per avere un punto di vista opposto al mio) il mio collega va alla villa e inizia ad occuparsi degli ospiti e quando questi sono 300 o 400 (ecco la necessità anche di un terzo fotografo)… Potrei continuare con un discorso analogo anche durante i balli… Insomma quello che voglio dire è che dipende da ciò che offri come prodotto finale. Quindi spero tu abbia capito che non ho fatto nessun artificio ‘contabile’… Risottolineo quello che ho già scritto bisogna dare il giusto valore alle cose.
    Posso prendere spunto dalla tua risposta per parlare delle necessità, problemi, rischi e limiti a cui può andare incontro un fotografo che interpreta in chiave reportagistica il matrimonio?
    Grazie ancora per quello che hai scritto.

  43. Samuele 27 gennaio 2011 at 23:21

    Grazie per la risposta pronta e veloce. Mi sembra che abbiamo afferrato il punto. Il tuo è un servizio fotografico molto oltre la media e quindi, come tale, va pagato la giusta cifra. Ma io non mi sento di criticare quei fotografi che fanno il matrimonio da soli e chiedono mille euro. Sono comunque due mercati diversi perchè ci saranno coppie che non possono e non vogliono spendere 2000 euro (ma anche di più) per ‘un po’ di foto e un video’. Non tutti hanno la concezione della fotografia come te, me e, mi sembra di capire, tutti gli altri commentatori. E quindi è possibile che si trovino persone che vogliono spendere 1000 euro e che non prestano molta attenzione alla qualità delle foto. Ma in tutti i campi, in tutti i settori si vive questa situazione. Concludo dicendo che la qualità e la professionalità vanno pagati ma non possiamo lamentarci se al mondo esiste qualcuno che non capisce questa qualità e non possiamo lamentarci se qualcuno sfrutta questa mancanza di competenza. E’ assolutamente normale. Anzi, ho idea che grazie all’avvento della rete la situazione sia anche migliorata. Sia per i clienti sia per i professionisti del settore.

  44. Samuele 27 gennaio 2011 at 23:23

    P.S. Per completezza di informazione io NON sono un fotografo di matrimonio. 🙂 Però mi sposo a Giugno. 😉

  45. Edoardo 28 gennaio 2011 at 08:30

    Wow Samuele, auguroni… In conclusione e l’hai scritto anche te ci sono delle coppie che non ‘prestano molta attenzione alla qualità delle foto’, cosa del tutto legittima. Ritorno comunque a ribadire che il mio intervento era sull’uso, a mio avviso improprio, del termine ‘stratosferico’… Infine giusto una precisazione: i 2000 euro da cui siamo partiti erano da dividere, nella mia analisi, tra 4 operatori… Auguroni di nuovo!!!!!!

  46. giorgio benni 28 gennaio 2011 at 08:45

    quando lavoro per un cliente, tipo uno scultore,dove ci sono le luci da sistemare, un set enorme da montare e magari serve una sola foto lavoro a 70 euro l’ora.
    Perché l’arte paga poco.
    Penso che un fotografo dovrebbe costare di più rispetto ai corrispettivi che chiedo.
    il mio asssitente prende 50 euro netti al giorno (netti) cioè prende di più.
    E fuori Roma 100 euro netti. certi giorni lavora tre ore. altri come oggi (10.00/20.00) lavora di più.
    Anche se lo mando a casa dopo un’ora lui prende sempre lo stesso, anche nei matrimoni.

    @per Edoardo. il mio sito è in costruzione da anni, se indicizzi il mio nome trovi un po’ di roba in giro.
    niente di che. non sono immagini che hanno appeal.
    ora scappo.
    ciao.

  47. Edoardo 28 gennaio 2011 at 08:55

    E hai detto tutto… Grazie Giorgio

  48. Mario 30 gennaio 2011 at 10:16

    Dipende anche in che zona si lavora , per esempio io lavoro prevalentemente in Campania e soprattutto in costiera Amalfitana , in quei luoghi è davvero impossibile realizzare un servizio foto e video meno di 4 operatori per problematiche logistiche basta pensare solo al parcheggio auto quasi inesistente .
    In provincia di Avellino dove ho lo studio invece i matrimoni durano dalle 8 alle 22
    se ti va bene , un ragazzo che guida solo l’auto porta la borsa e ti aiuta con un pannello o faretto certamente non puoi dare meno di 100euro.
    Un operatore video “professionista” tra riprese e montaggio ha i suoi costi.
    Per non parlare dei costi azientali.
    Chiaramente poi ci sono colleghi che sono organizzati diversamente e lavorano in modo diverso , come ha detto Edoardo per realizzare delle cose particolari ci vogliono 2 persone che scattano in situazioni diverse .
    Poi ogni coppia valuta le sue scelte qualitative o economiche , il problema è che sempre più spesso le coppie non sono consapevoli di questo , comunque non capisco proprio chi crede che si riesca a realizzare un servizio Foto-Video di qualità solo in 2 un fotografo e l’operatore video io almeno non ci riesco.
    Saluti

  49. Edoardo 30 gennaio 2011 at 10:29

    Mario ritengo anche io molto difficile fare un servizio di matrimonio da soli, ma tutto dipende sempre da cosa si ricerca dalla fotografia… Un caro saluto

  50. giorgio benni 31 gennaio 2011 at 08:31

    Ogni cliente ha le sue esisgenze.
    Com’è logico non esiste una tipologia ben definibile di servizio matrimoniale che possa accontentare tutti.
    Se pensate ai matrimoni che mi capitano (che non cerco) perché come detto sopra svolgo altri tipi di lavori.
    Chi mi capita la maggior parte delle volte non gliene importa niente delle foto, non vuole posare, non mi vuol vedere, quasi mai si sposa in chiesa, magari il servizio mi è stato commissionato da un parente, ho parlato solo al telefono con gli sposi.
    Queste persone sono artisti, oppure curatori di musei o galleristi, comunque persone che stanno nel giro dell’arte e non vedono di buon occhio le normali foto da matrimonio. Dico normali, perché se dicessi classiche mi sparebbero.
    In questi casi il servizio fotografico si limita a poche foto, tipo reportage soltanto di quello che succede senza creare nessuna situazione.
    Se porto qualcuno con me è solo per un aiuto logistico, tipo guidare la macchina o guardare la borsa, magari tenermi il pannello riflettente, anche se gli sposi che mi capitano non amano, come detto in precedenza, farsi ritrarre in situazioni costruite.
    Quasi mai c’è il video, non lo vogliono, anche se io lo propongo sempre, certe volte ho addiruttura lavorato da solo. nonostante questo gli sposi quando consegno il lavoro sono sempre felicissimi, (con mia sorpresa). In fondo mi sembra di non aver fatto niente, ho fotografato solo quello che è successo, è ovvio, facendolo in modo professionale.
    Le foto che vedo in giro, o che fate voi, sono oggettivamente un’altra cosa. Ma bisogna tenere conto che c’è una fetta di popolazione che non ama quel tipo di estetica. vuole solo un lavoro pulito di reportage, pochi scatti, spendere poco, non avere troppe persone davanti, un lavoro minimale. Come ripeto ho fatto alcuni matrimoni dove una settimana prima non era previsto neanche il fotografo.

    A me non interessa questo mercato, i matrimoni, ma se fossi un matrimonialista cercherei di capire ed intercettare a livello commerciale questa nicchia di mercato. Credo sia una tendenza da non sottovalutare, perché a me le coppie con queste esigenze capitano sempre più spesso.
    Molte volte rifiuto perché lavorando tutti i giorni il fine settimana, specialmente d’estate, vado al mare con il camper. 🙂

  51. Marco 1 febbraio 2011 at 17:57

    Non vorrei portare una aggiunta di pessimismo in un quadro generale che al contrario necessiterebbe di cavalline dosi di ottimismo, ma le ragioni che tu Edoardo esprimi, e che io condivido al 100%, sono quelle che ormai 13 anni or sono mi spinsero a cambiar mestiere, abbandonando studio, laboratorio (solo b/n) ed appendere le macchine al chiodo per diversi anni.
    All’epoca il digitale non esisteva a livelli “umani”, era appena uscita la prima mitica Kodak da 1,2 mega dal costo (davvero in questo caso) stratosferico.
    Noi si andava di norma in 3, di cui in 2 sino alla fine del matrimonio ed 1 che di norma non veniva al ristorante. Si faceva anche una bella sessione in studio, di solito prima della cerimonia in concomitanza con la prova trucco.
    Il giorno del matrimonio si “consumavano” circa 450/500 scatti (la pellicola implica parsimonia e riflessione), cui aggiungere, di norma, 96/120 scatti in studio.
    Si scattava di tutto, colori, b/n, dia, e sviluppi particolari come in voga nella fotografia fashion dell’epoca.
    In 6×6, 4,5×6 e 35 mm, Hasselblad, Mamiya e Nikon sul campo, Bowens e addirittura Toyo in studio (per qualche polatransfer).
    Il b/n lo stampavo personalmente rigorosamente a mano, di norma di notte.
    Si montavano 2/3 piccoli album di provini e poi l’album vero e proprio con 80/90 foto principali e 30/40 “particolari”.
    il montaggio era dinamico e con taglio cinematografico, necessitava mediamente di 20/25 ore di lavoro.
    Tutto sto ambaradan lo vendevamo a 1.800.000 lire iva compresa. Eravamo trai i 2 o 3 fotografi + cari della zona. Faticavamo moltissimo a far capire che chi vendeva il servizio o 800/900.000 lire non faceva un lavoro paragonabile al nostro.
    Con dinamiche diverse, valeva lo stesso nella fotografia pubblicitaria (cataloghi, ecc).
    L’ultimo anno (il 1998) facemmo 2 conti, tirammo una riga e cambiammo mestiere.

    Ultimamente sto ritrovando la serenità interiore per riavvicinarmi alla fotografia e sono capitato per caso in questo blog.
    E’ molto bello vedere che c’è chi è riuscito ad andare avanti, ma è anche molto triste constatare che i problemi son sempre gli stessi.

  52. Edoardo 1 febbraio 2011 at 18:27

    Caro Marco, ti leggo veramente con estremo piacere e ti capisco. Io facevo l’assistente per un fotografo che utilizzava una attrezzatura simile alla vostra e i risultati erano grandiosi a livello qualitativo. C’era veramente sostanza e se poi il fotografo era anche un bravo ‘artista’ oltre che un buon tecnico ne usciva fuori un lavoro eccellente (mi sembra di capire che questo fosse il tuo caso). Dalla mia esperienza ho potuto comunque constatare che alla lunga la qualità legata alla professionalità, nel tempo, è un connubio vincente. Credo che sia importante ritagliarsi quella famosa nicchia di mercato dove tutto ciò viene apprezzato e soprattutto capito.

    La mia riflessione era ed è in tal senso. Ossia dare alle parole il giusto significato. Quando si parla di cifre esorbitanti le si deve sempre associare al prodotto e alla professionalità che sta dietro la realizzazione del servizio.

    Detto ciò ti auguro un grande ritorno!!!!

  53. Edoardo 1 febbraio 2011 at 18:38

    Giorgio hai scritto bene ‘Ogni cliente ha le sue esigenze’… Stavo, proprio ieri, guardando un altro sito internet dove veniva offerto un servizio completo dalla preparazione alla festa a 450 euro. Legate al sito c’erano tutte una serie di foto ‘le foto dell’anno’ che illustravano il suo/loro modo di lavorare. Quindi il cliente sa cosa compra e se gli piace quel modo di fotografare il matrimonio sarebbe stupido se spendesse di più! Forse si potrebbe discutere sullo strillo pubblicitario con cui quello studio si pubblicizzava: ‘perché spendere di più quando puoi avere la stessa qualità e professionalità a molto molto meno’. Ecco…

  54. Cristian 1 febbraio 2011 at 23:49

    Innanzitutto un saluto a tutti: ho letto con interesse i commenti a questo interessante articolo e sono sempre più convinto della necessità, in certi casi, di dover separare la “figura dell’artista” da quella del “fotografo di matrimonio”. Separazione che vedo necessaria per giustificare certe differenze “abissali” di prezzo per un servizio fotografico matrimoniale.
    L’acquirente di un quadro di un pittore famoso evidentemente è disposto a spendere un cifra importante pur di entrarne in possesso, non si chiederà mai quanto tempo l’autore ha impiegato per compiere l’opera o quanti soldi ha speso per comprare i colori…….chi va a Ikea e compra una stampa per arredare la sala probabilmente è una persona che compie un ragionamento diverso, non mi permetto di dare giudizi di valore, dico solo che ognuno sarà contento a modo suo.
    Credo che le conclusioni siano scontate: un artista non dovrebbe mettersi nella condizione di fare “i conti della serva” per formulare la tariffa professionale, la logica seguita dal committente nell’affidargli l’incarico per il servizio fotografico prescinde dai meri calcoli matematici delle ore impiegate nel giorno del matrimonio o di quelle passate al computer. Il committente sceglie e vuole LUI a prescindere…..
    Il fotografo di matrimonio conosciuto come valido fotografo professionista (e sicuramente bravo/affidabile/esperto) che non ha la “qualifica” di artista dovrà essere consapevole della logica seguita dai suoi potenziali clienti e di conseguenza formulare delle offerte congrue a quelle della concorrenza, magari riuscendo a beneficiare dei vantaggi che adesso ci sono scattando in digitale, scegliendo dei validi fornitori che lo aiuteranno a proporre ai suoi clienti prezzi vantaggiosi (sempre che questo non porti a discapito della qualità che un professionista dovrebbe comunque garantire in quanto tale). Questo fotografo dovrà necessariamente fare “i conti della serva”, prima di tutto per non andare fuori mercato e perdere la committenza e poi perchè in un momento economico così difficile tutti fanno i conti in tasca e non sono proprio così disposti a “regalare” soldi.
    Considerazioni che mi sono permesso di fare a voce alta dopo aver letto i post precedenti.
    Saluti
    Cristian

  55. Edoardo 2 febbraio 2011 at 08:37

    Cristian sono d’accordo con quanto scrivi. Voglio però puntualizzare una cosa: non deve passare il messaggio che ‘il fotografo di matrimonio’ tout court sia un fotografo di serie B. Non è riuscito a ‘sfondare’ e quindi si è ridotto a fare i matrimoni. Purtroppo questa idea è molto popolare e trova sicuramente terreno fertile soprattutto tra persone di bassa cultura. E’ comunque una concezione tipicamente italiana. Io ho la fortuna di lavorare anche molto all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, e il fotografo di matrimonio è una figura altamente professionale e rispettata proprio per il suo ruolo fondamentale che ha nella cerimonia. Ammetto però che qui in Italia se vediamo molto di quello che viene offerto ci tiriamo indubbiamente la zappa sui piedi. Ribadisco comunque che la filosofia che sta dietro al mio post è l’aggettivo ‘stratosferico’ che deve essere collocato e relazionato con ciò che viene offerto…

  56. riccardo 2 febbraio 2011 at 09:18

    ciao Edoardo,

    ricevo e giro a contributo del tuo blog……..ovviamente mi astengo dai commenti

    “Buongiorno ,
    le specifico che ho incontrato circa una 20 di fotografi
    nel raggio di 30 Km dalla mia residenza e solo pochi si sono dimostrati
    onesti e corretti .
    La correttezza significa esporre ai futuri sposi
    album frutto di propri lavori e non di altri o pubblicitari .
    L’onestà
    significa accettare un contratto scritto proposto dal cliente con un
    prezzo a partire da 1300 € a scendere con 2 operatori presenti ( allego
    bozza contratto )”

    segue contratto da lui scritto da rendegli firmato ((-:

  57. Edoardo 2 febbraio 2011 at 09:32

    Ciao Riccardo… Grazie per il contributo!!!!!! Beh sul fatto che ci sono dei fotografi che fanno vedere il lavoro di altri e lo spacciano per proprio è veramente GRAVE e purtroppo ne sono a conoscenza anche io!!!! Però forse si è espressa male la cliente quando dice che ‘l’onestà significa accettare un contratto scritto proposto DAL cliente’. Il contratto viene proposto DAL fotografo sta poi alla cliente accettarlo o meno, è lei che sta comprando un servizio…

  58. Marco 2 febbraio 2011 at 16:32

    Grazie Edoardo del tuo feedback. Arte a parte in effetti ci mettevamo molta creatività e tanta professionalità, ma onestamente all’epoca pagava molto di più un approccio al mercato più da “venditori di spazzole” che da professionisti.
    Non so se riprenderò il mestiere che per me è il più bello del mondo, dipende da tante cose, ma ti ringrazio davvero di cuore per il tuo augurio.

    Anche io, come Cristian, sono sempre stato scettico circa la componente artistica del “mestiere” del fotografo, ho sempre pensato che l’arte, se si possiede, si esprime in altre circostanze e situazioni, quando si lavora su commissione, che sia una cerimonia, uno still life, un catalogo o quant’altro, si è degli artigiani, niente di più niente di meno. Con tutta la profonda dignità dell’essere artigiano.

    Per essere artista serve principalmente il talento, anche senza una particolare formazione tecnica si possono realizzare opere d’arte. Fare il fotografo di mestiere senza un’adeguata formazione tecnico-professionale è, a mio modesto avviso, impossibile. Perlomeno farlo dignitosamente bene. Sarò antidiluviano, ma non credo che il digitale abbia potuto stravolto questo concetto di base, anzi se da un lato ha semplificato notevolmente molti processi, dall’editing all’archiviazione, dall’altro richiede nuove competenze. E comunque, come una F4s NON andava in giro autonomamente a realizzare immagini professionali, sono pronto a scommettere che nemmeno la D3x lo fa! :-)))

  59. giorgio benni 2 febbraio 2011 at 21:28

    Leggo con interesse che ci sono dei “poveracci” che spacciano foto di altri per loro.
    E’ veramente triste, ma non meno triste di vedere ragazze giovani ed intelligenti darsi per soldi ad anziani settantacinquenni.
    Comunque sono scelte loro. La fame o un certo tipo di concezione del mondo sono la causa o l’effetto di questo.
    ricollegandomi all’ultimo post posso racocntar ela mia esperienza di fotografo attivo nelle riproduzioni di opere d’arte. Con il digitale ho perso una larga fetta di fatturato perché molti clienti si fanno le foto da soli.
    Era impossibile per loro produrre fino a dieci anni fa DIAPOSITIVE dignitose adatte alla pubblicazione nei cataloghi.Mentre ora con un G12 fanno delle foto più che decenti, non al mio livello, sia chiaro, ma molto meglio di quelle che potevano fare con l’analogico.
    E le bastonate che davo prima quando tutti i giorni lavoravo ocl banco 10×12 o 20×25 me le sogno.
    Il digitale ha stravolto tutto.
    O ti adatti o sei finito.
    Sono pochi i professionisti in Italia che possno definirsi artisti, con un loro stile, con una lora fetta di mercato inattaccabile.
    Io vivo alla giornata pur essendo molto conosciuto nel mio campo. ricevo richieste di lavoro in russia, negli USA, solo qui il taglio ai fondi per la cultura mi ha segato le gambe.
    State attenti, voi che fate marimoni alle più piccole variazioni di mercato, seguite l’onda se no rimarrete spiaggiati.
    E poi compbattete gli abusivi chiamando i vigili.
    un mio collega al Campidoglio a Roma, ha chiamato i vigili, quando ha notato un altro fotografo abusivo.
    Ormai il pane si conquista giorno per giorno, e produrre immagini di qualità è solo uno degli aspetti che conta. Ci vuole cattiveria, nel enso positivo del termine.

    I fotografi matrimonialisti li rispetto, anche se scusate il termine, a Roma ho incontrato un sacco di burattini.
    Gente che sa fare solo quello, che lavorano solo in jpeg, annoiati, vecchi dentro il cervello. Completamente ignari della fotografia a tutto tondo, che non avevano mai visto una immagine che ne so… di Avedon o di altri fotografi.
    Ho visto ricreare situazioni ridicole con gli sposi, cose vergognose, pose che non si usavano neanche trent’anni fa, spose mezze nude, in perizoma buttate sul letto come igieniste dentali e tante altre cose poco professionali.
    Quando qualcuno mi chiede di scattare le foto del loro matrimonio sono sempre terrorizzati che io sia uno di quelli pacchiani che ho appena descritto.
    Quindi secondo me i fotografi devono prima di tutto fare un salto culturale. E’ chiaro che dopo ci sarà, come negli USA un rispetto per la figura del professionista.
    Il mercato non ti regala nulla, come il rispetto si guadagna.
    E se come fotografi ci sentiamo sputtanati un motivo ci sarà.

  60. Edoardo 3 febbraio 2011 at 07:17

    Buongiorno Giorgio, ti leggo sempre volentieri. Guarda prendo spunto da ciò che scrivi per postare, nei prossimi giorni, una email che mi è arrivata da un ‘Fotografo non professionista’. Può sembrare una contraddizione in termini ma non lo è. A fronte di tanti, purtroppo troppi, pseudo professionisti che farebbero meglio ad andare a spazzare le foglie nei giardini (con tutto il rispetto dovuto, ma è solo una questione di competenze), questa persona è degna di tutto il mio rispetto. L’abusivismo è triste indubbiamente, ma forse lo è ancora di più vendersi con degli scatti fatti da altri. Questo credo si possa definire truffa. Però Giorgio dai se un’azienda pensa di ottenere la stessa qualità con una G12 rispetto ad una 1D (benché, essendo Nikon, la conosca poco), beh vuol dire che si accontenta…
    Buona luce

  61. giorgio benni 3 febbraio 2011 at 15:34

    se tu pensi che un giorno di nascosto da tutti ho fotografato un piazzale di camion per un pubbliredazionale di una multinazionale dei trasporti con una olympus a uovo, avevo caricate le dia, e nessuno, dico nessuno ha avuto da ridire sulla qualità. L’autista che mi sposatava i camion rideva perché aveva capito la situazione, ma era simpatico e non l’ha spifferato in giro.
    (mi avevano chiamato al telefonino per un lavoro urgente, ma stavo senza macchine dietro, avevo con me solo la Oly nel cruscotto della macchina e non mi andava di attraversare roma per prendere l’attrezzatura. ammetto che è poco professionale, ma il risultato era ineccepibile.
    certe cose le fai anche con una G12, puoi pure usare un banco 20×25, ma se ti massacrano tutto in tipografia o se stampano le foto formato francobollo non c’è molta differenza.

  62. paolo 6 febbraio 2011 at 17:21

    non puoi dire che però non ve ne approfittate un poco…

  63. Edoardo 6 febbraio 2011 at 17:37

    mhm… in che senso Paolo? Continuo sempre a sottolineare che lo ‘stratosferico’ è un aggettivo relativo… dipende da ciò che vuoi…

  64. giorgio benni 7 febbraio 2011 at 12:44

    @ Paolo
    ho calcolato che per il notaio quando abbiamo comprato casa ho speso quasi un anno di stipendio di mia moglie.
    cioè, mia moglie ha lavorato tutti i giorni per un anno per pagare il notaio. ad essere buoni diciamo 10/11 mesi. ed anche se sbalordito non ho mai detto al notaio che si è approfittato.
    quella è una spesa che sono stato obbligato a fare. perché non è più possible pagare un affitto, come ben sapete siamo quasi costretti a comprare casa.
    il servio fotografico matrimoniale non è obbligatorio. si può vivere insieme senza sposarsi, si è felici lo stesso.
    usare il verbo “approfittare” lo ritengo offensivo.
    io non mi approfitto di nessuno, non sono uno sciacallo, applico le mie tariffe con coscienza.
    pago le tasse, l’inps, assistenti ecc. tutto alla luce del sole. sono perfino congruo sul modello unico.
    quindi prima di sparare per favore pensateci bene.

  65. Edoardo 7 febbraio 2011 at 14:55

    Concordo con te Giorgio, ma onestamente non so a cosa Paolo si riferiva….

  66. Alessandro 21 novembre 2011 at 15:15

    Congratulazioni collega. Sottoscrivo tutto quello che scrivi, e chi non vuole arrendersi di fronte all’evidenza dei conti vada a farsi fare le foto dal tabaccaio-che-è-anche-fotografo-700-euro-al-nero-3000000 foto in ALTA RISOLUZIONE!!!111eleven 😉

  67. Antonio 11 gennaio 2012 at 22:03

    Gentile Edoardo, mi accorgo solo ora di questo blog e di questo post, credo di identificarmi in quell’annuncio che ti ha fatto inc..re., si credo sia proprio il mio…
    Cosa ti fa arrabbiare scusa? qual’è il problema reale? il fatto che abbia deciso di fornire pacchetti a basso costo? tu sei un “Artista” hai un altro target di clientela, almeno credo, spero.non devi arrabbiarti! Tu stesso hai detto che in Italia non c’è la cultura fotografica necessaria ed è per questo che tanti Sposi si accontentano del modo di fotografare di Antonio rispetto a quello di Edoardo, è tutto qui il discorso. Non mi sento di fare concorrenza sleale a nessuno dò al cliente quello che ho promesso, ne più ne meno, non vendo un servizio da ? 700 con fotolibro 20×30 con copertina in ecopelle facendo credere che la copertina sarà in pelle di daino, oppure vantando curriculum improbabili o peggio ancora spacciando foto di altri per mie, fornisco contratto scritto, ho regolare partita iva, le mie foto (tutti gli album, non solo i più belli!) sono sul sito, quindi non c’è nessuno scandalo credo.
    Non mi annovero tra i migliori fotografi, non ho assistenti (il Matrimonio l’ho faccio da solo e posso dirti che se ti organizzi riesci a farlo bene) non ho studio, non ho attrezzature stratosferiche se non due full frame nikon con ottiche eccelse perché comunque voglio fornire un risultato di qualità e infine tanta tanta voglia e passione…
    Logico un servizio fatto da te o da Yervant (l’accostamento non è ironico) è un’altra cosa ed è anche giusto che venga pagato diversamente, avrete il vostro target di clientela come io ed altri fotografi avremo il nostro, mettiamola così: essendo coscente dei miei mezzi , ho preferito umilmente di rivolgermi a quella fetta di mercato che se i fotografi fossero solo del calibro di Yervant ed Agresti non potrebbero avere le fotografie del loro matrimonio, io la penso così.

    Io condanno maggiormente chi propone servizi veramente a prezzi “stratosferici” offrendo poi scarsa competenza e prodotti di infima qualità, usando la metafora del ristorante spesso tirata in ballo. si dice che un buon piatto di riso puoi mangiarlo in tre modi: buonissimo, curato da un grande chef in un ristorante di lusso ad un prezzo alto ma giustificato, oppure puoi mangiarlo schifosissimo, in pseudo rinomato ristorante spacciato per fatto da un grande chef ad un prezzo ugualmente alto, oppure la terza soluzione lo puoi mangiare in una Trattoria di periferia dove lo paghi poco ma, è buonissimo in quanto a farlo è stata la signora Pina che non era nascosta nei meandri della cucina e magari te lo ha servito lei stessa in tavola.
    E’ la seconda ipotesi che deve fare riflettere, secondo il mio modesto parere ed il web è pieno di queste persone…
    Io come vedi ci ho messo la faccia rispondendo a questo post poiché come ho detto sono una persona onesta e non ho nulla da nascondere. Concludo dicendo che ho comunque colto il senso del post e sono d’accordo che lo “stratosferico” riferito a servizi ai tuoi livelli quelli di altri tuoi lettori e colleghi non è un aggettivo consono.

    Un Saluto a Tutti

    Antonio Nassa

    http://www.tuofotografo.com

  68. Edoardo 11 gennaio 2012 at 22:21

    Ciao Antonio,
    apprezzo molto la tua email e se mi fai la cortesia di ripostarla sul blog vedo di capire perché non me la fa vedere, ma voglio assolutamente condividerla con la rete.

    Guarda se leggi bene l’articolo vedi che la mia arrabbiatura – ma poi non era così ‘violenta’, dai – era relativa a tutti quei fotografi o pseudo tali (purtroppo non essendoci un albo o una sorta di screening che dia questa certificazione, qualsiasi persona che ha la macchina fotografica può chiamarsi fotografo) che si pubblicizzano dicendo perché spendere delle cifre stratosferiche quando puoi avere la stessa professionalità e la stessa qualità per poche centinaia di euro. Beh questa affermazione mi fa un po’ riflettere e credo che sotto certi livelli sia una pubblicità ingannevole, un prendere in giro il cliente magari un po’ sprovveduto. Non voglio mettermi a fare i conti della serva, ma la professionalità non è solo come ti presenti al cliente, ma quale tipo di attrezzatura hai, che tipo di software per la post-produzione usi, che tipo di server o raid utilizzi per l’archiviazione dei dati, dove porti a stampare i tuoi lavori e se hai delle persone che si occupano del ‘controllo qualità’ insomma tutto quel ‘back office’ che non noti – macchine fotografiche a parte – durante le riprese ma che poi è altrettanto importante.

    Si potrebbe poi parlare del costo degli assistenti (te dici che si può fare anche da solo, ma ci sono delle situazioni oggettivamente impossibili da fare da soli tipo casa sposa e sposo), del fatto di dover cambiare le macchine ogni due anni perché il modello nuovo ti permette di lavorare meglio, dei tempi di consegna che se lavori da solo si allungano inerosabilmente (c’è chi consegna dopo un anno dalle nozze), dell’aggiornamento dei software, della partecipazione a workshops, dell’acquisto di libri e dvd fotografici e via dicendo. Tutto questo e altro ancora contribuiscono alla professionalità dello studio e i costi per forza di cose li devi spalmare nel costo del servizio. Ed è grazie a questa professionalità (ma non solo ovviamente) che cresce anche ‘artisticamente’ il fotografo. Io spendo migliaia di euro in libri fotografici e ti posso garantire che è un ottimo investimento in termini di apertura mentale che si riflette tantissimo poi nei miei scatti.

    Comunque il discorso sarebbe troppo lungo e magari lo affrontiamo di persona. Per finire non ho niente contro coloro che si vendono a poco, ma solo no mi piacciono coloro che millantano di poter offrire le stesse cose ad un prezzo molto più basso.

    Un salutone e appena lo vedo sul blog posto anche la mia risposta!!!!!!

  69. fabio camandona 26 settembre 2012 at 00:43

    Ho condotto una battaglia simile alla tua (Edoardo) sul forum Nikon qualche gg fa. Circa 200 risposte, a volte sconfortanti ma a volte no.

    Ma ciò fa capire che è davvero dura. Troppo dura.
    Quindi domani usciremo con una nostra offerta IM-BAT-TI-BI-LE

    Servizio di matrimonio con fotografie di edoardo agresti a 199 euro !!!

    Non dovremo nemmeno andare a scattare, le prendiamo dai tuoi vari siti e le consegniamo al cliente. Fighissio, Niente usure attrezzature, assistenti, studi e seminari. Niente !
    Si, è vero, gli sposi potrebbero aver da ridire sul fatto che non saranno loro nelle foto ma altri sposi da te fotografati… ma d’altronde se vuoi risparmiare un po’ devi accontentarti.
    E poi le foto sono fighissime.

    😉

    http://www.nikonclub.it/forum/Il_Senso_Di_Vergogna_E_La_Voglia_Di_Imparare-t287517.html

  70. Edoardo 26 settembre 2012 at 07:20

    Grande Fabio, mi sembra un’offerta interessante, magari un 10% giramelo, giusto come royalty. Scherzi a parte è veramente un problema serio per chi vuol fare questo mestiere con professionalità. Ho letto giusto ieri una collega che affermava di fare matrimoni a 400 euro e andava a scrivere in giro di diffidare di coloro che prendevano molto di più perché se ci guadagnava lei allora perché non avrebbero dovuto guadagnarci gli altri colleghi. Si sentiva poi in imbarazzo perché per una settimana di lavoro guadagnava di più del suo fratello che si faceva il mazzo in fabbrica. Ora senza mancare di rispetto a chi lavora in fabbrica che ha tutto il mio appoggio e comprensione, questo paragone proprio non regge. Sarebbe come dire a un rivenditore di macchine che quando vende una Panda guadagna 9000 euro in 15 minuti. In quei 400 euro ci sono dentro tutti gli ‘strumenti’ che ti servono per lavorare e non solo l’ammortamento della macchina fotografica e obiettivi, delle schede di memoria, dei computer su cui lavori con relativi programmi, dei raid su cui fai i backup, dei costi dello studio, delle tasse che ci paghi, ma anche tutti i workshops, i seminari, i libri, i dvd, le mostre, le letture portofolio e molto altro ancora che ti permette di essere un professionista serio. Chi non capisce questo e si reputa fotografo mi dà molto da pensare sia in termini di qualità di ciò che offre sia in termini di professionalità.

  71. fabio camandona 26 settembre 2012 at 08:30

    Ho letto l’articolo e partecipato in alcune sue diramazioni. Davvero tremendo sia l’articolo che soprattutto il cervello/informazioni di chi l’ha pubblicato. Ma tant’è anche noi nel ns piccolo tentiamo di “combattere” un po’ e fare informazione.

    Gran bel blog il tuo 😉

  72. Alessio 21 febbraio 2013 at 14:17

    Ciao Edoardo,
    Sono un collega ed anche io ho il tuo stesso problema.
    Nel mio caso e’ anche peggio perche’ realizzo dei video ( che generalmente vengono ancora considerati e chiamati Filmini) particolari
    che hanno un prezzo sicuramente alto , ma una cura e una tecnica realizzativa
    che richiede molte” energia “.
    vorrei aggiungere al tuo post che io come immagino tu e come immagino diversi ( pochi altri ) fotografi ci sentiamo degli artigiani. Ci sono cure , attenzioni che mettiamo nei nostri lavori che non sono assolutamente quantificabili e questo lato molte volte all’utente finale sfugge .
    un vestito comprato da HM costa 100, un vestito fatto da un sarto normale costa 500 ed un vestito fatto ( sempre su misura ) da Valentino ne costa 5000 ( sto dando dei prezzi x ).tutti i vestiti potrebbero essere cari come tutti potrebbero essere degli affari, Dipende dalla qualita e soprattutto dal budget che vogliamo
    dare al nostro acquisto. Ma di sicuro nessuno di questi tre prezzi puo’ essere considerato Assurdo ”

    Buona luce anche a te

    Alessio

  73. Guido 26 marzo 2015 at 17:23

    Ciao Edoardo,
    sono anch’io un collega e concordo con quanto dici. In realtà a me, più che il fotografo che fa pagare 400 Euro un intero servizio, dà fastidio la sposa che mi contatta e che mi chiede un preventivo “per servizio fotografico sul Lago di Garda alle ore xx:xx”, senza alcun altro dettaglio, chiaramente in cerca del fotografo che le offre il servizio a meno prezzo, avendo girato la medesima richiesta a tantissimi altri colleghi, senza considerare minimamente la qualità delle foto e di tutto il resto. La stessa sposa, una volta interpellata, mi confessa candidamente che per lei tutte le foto che vede su internet sono belle e che tutti i fotografi vantano la loro professionalità, rivelando palesemente che si baserà sul prezzo per la scelta finale. Che tristezza!! Ora , ognuno è libero di decidere come selezionare il proprio fornitore , ma allora ,perchè interpellare tutti quanti, quando sul sito in questione , vetrina dei professionisti del settore, è chiaramente indicato il costo medio del servizio offerto ?
    Se tu decidi di scegliere in base al prezzo, posso anch’io essere libero di scegliere di non lavorare con chi si basa essenzialmente sul prezzo per la scelta del fotografo per il loro giorno più importante ?
    Guido.

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