Lettera aperta sulla consegna dei lavori

Il mio post su Facebook voleva essere un modo simpatico per sdrammatizzare la minaccia di “morte” da parte di alcune spose a cui non consegni il lavoro dopo 1 mese dal matrimonio… In realtà dalle risposte sia pubbliche che private che ho ricevuto mi sono reso conto che nasconde un problema ben più complesso. Per questo mi sono permesso di rispondere ad un caro collega – mi ha scritto in privato e quindi non cito per correttezza – con questa lettera aperta.

La vita è fatta di un insieme finito di attimi. Al fotografo il compito di renderli senza fine

beh, non so se hai avuto occasione di leggere uno degli ultimi post sul mio blog riguardo al workshop che ho tenuto in Tanzania dove parlo del fatto che la Fotografia è Amore…
Io vado oltre, per me è Vita. Lavoro intorno alla fotografia praticamente dalle 7,30 fino a notte fonda ovviamente non esistono week end e le classiche feste comandate. Considera poi i workshops e il tempo che occorre per prepararli (quello sulla fotografia di reportage che sto portando in giro mi ha impegnato per oltre 4 mesi ed è sempre work in progress, nel senso che mi piace renderlo sempre attuale e aggiornarlo continuamente), i servizi fotografici, l’incontro con i clienti, i sopralluoghi, le consegne, il controllo di qualità sulle stampe (fatto sempre in prima persona), la post produzione (sempre controllata in prima persona), i viaggi fotografici, i contest, le associazioni, i matrimoni (che sempre più spesso mi ritrovo a fare in giro per il mondo), le mostre fotografiche, mettici anche l’essere giurato o presidente a qualche concorso fotografico…
Quindi capisci che la Fotografia non può essere un lavoro perché, se fatta con passione e professionalità, ti riempie tutta la giornata e un lavoro non può durare 24 ore 7 giorni su 7, non sarebbe umanamente sopportabile.
C’è una bellissima frase di Gibran che ben si adatta a tutto ciò: “Il lavoro è amore rivelato. E se non riuscite a lavorare con amore, ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e, seduti alla porta del tempio, accettare l’elemosina di chi lavora con gioia. Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l’uomo del tutto. E se spremete l’uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino. E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l’uomo sordo alle voci del giorno e della notte”.

Mi parli della famiglia… Ti rispondo indirettamente. Recentemente ho visto una trasmissione dove Riccardo Muti raccontava che davanti alla scelta di interrompere una tournée in Canada o assistere alla nascita di uno dei suoi figli ha deciso di rimanere Oltreoceano. Berengo Gardin in una sua recente intervista facendo una classifica delle priorità nella sua vita ha messo al primo posto la Leica e poi tutto il resto.
La Fotografia ti dà tanto, ma più ti dà e più pretende. E’ una sorta di patto con il diavolo: io ti dò la possibilità di scrivere con la luce, te mi dai la vita.
Mi parli di colleghi che consegnano lavori in 20 giorni, ma ti rispondi anche da te: “inutile dirti il tipo di lavori tutti uguali xchè vengono impaginati con le “azioni” di Photoshop”.
Purtroppo fare le cose di corsa, in fretta, senza dedicarci tutto il tempo necessario porta inevitabilmente alla standardizzazione del prodotto e la nostra “professione” non può essere standardizzata, non sarebbe più arte…
Buona luce a tutti

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Comments (1)

  1. Marco Cossu 18 novembre 2010 at 14:26

    Concordo pienamente con la tua risposta.

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