Reportage di matrimonio, chiamiamo le cose con il nome giusto

Il vero reportage non prevede "pose"

Il vero reportage non prevede "pose"

Mi sono permesso di rispondere a un blog postato da Joanne Dunn dal titolo “Il vero reportage”. Ne riporto anche un piccolo estratto per capire la mia risposta. Chi volesse leggerlo per intero può andare al seguente link http://networkedblogs.com/4Lueb

Dice Joanne:
[…] Il reportage è bello, ma non abbellisce. Spesso, ciò che vince in una competizione di foto di matrimoni non è mai una foto che una sposa metterebbe nell’album. Di sicuro, so che tutte le coppie vogliono apparire bene nel loro album. Che lo ammettano o no. Ciò che hanno in comune è che non vogliono apparire ridicoli. Grazie alle torture inflitte dai fotografi con le loro pose anni ottanta, posare è oramai sinonimo di ridicolo.
Vediamo allora cos’è che le spose vogliono realmente. Le spose vogliono che i momenti speciali vengano catturati e nel contempo vogliono apparire il meglio possibile.  Se si richiede un reportage, anche se la foto, il momento, sarà naturale ed emozionante, non è detto che voi appariate il meglio possibile
. […]

Ciao Joanne,
Ho appena letto questo articolo e onestamente mi sento di dissentire in molte parti dello stesso. Il reportage DEVE essere reportage!!!! Se si utilizza questa parola nel proporre un servizio di matrimonio tale deve essere anche nell’esecuzione. Ossia niente pose dall’inizio alla fine. Credo sia importante sottolineare questo aspetto altrimenti si crea confusione e si infonde nelle coppie l’idea che il reportage sia un’altra cosa…

Anche il ritratto nel reportage trova una sua collocazione. Naturalmente senza seguire le rigide regole di quello classico o di quello moda. Spesso è ambientato con dei tagli molto particolari. Stesso discorso vale per i paesaggi e per i dettagli che, rispettivamente, contestualizzano e approfondiscono il racconto stesso.

Dici che molte delle foto che vincono concorsi le spose non metterebbero mai nell’album. Mhm se segui importanti contest internazionali tipo il wpja o ISPWP (nelle sezioni reportage ovviamente) direi che tutte le foto non solo vincitrici ma anche classificate sono belle come foto e dubito che una coppia non le metterebbe tra i suoi ricordi.

Ecco un’altra parola molto importante: RICORDI. Tramite il reportage si racconta una storia e la storia è fatta da una serie di ricordi, di momenti, di attimi. Emozioni e situazioni che non puoi “costruire”, altrimenti crei delle false emozioni che ti ricorderanno soltanto il fotografo che ti metteva in posa. Nel momento in cui inizi a fare della fiction entri in conflitto con l’essenza stessa del reportage e entri nel campo della moda. In tal senso, cosa che io aborro, trovano però giustificazione tutti quei fotografi che – “siccome pioveva” – fanno rivestire la coppia con condizioni di luce migliori al ritorno dal viaggio di nozze. Sono convinto che, a parità di trucco e acconciatura, non si percepisca assolutamente che la foto NON è stata fatta il giorno del matrimonio. Fondamentalmente perché non trasmette emozioni, o meglio trasmette delle false emozioni, quelle che il fotografo voleva emergessero e NON quelle vere del momento.

Con questo, quanto ho scritto NON è assolutamente una critica alla tua fotografia che apprezzo molto. Semplicemente, essendo un reportagista puro, ci tenevo a mettere i puntini sulle “i”! Se si vende il proprio lavoro come REPORTAGE che sia vero REPORTAGE.

Un abbraccio e buona luce

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